Botero

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In programma al Vittoriano di Roma fino al 27 agosto una retrospettiva per celebrare gli 85 anni dell’artista colombiano

 

ll Complesso del Vittoriano ospita fino al 27 agosto una grande retrospettiva su Fernando Botero in occasione degli 85 anni del grande maestro colombiano, considerato dalla critica uno degli artisti più originali del nostro tempo. Si tratta della prima grossa mostra antologica di Botero in Italia che mette a fuoco alcuni dei temi principali della sua ricerca, quali l’omaggio per gli artisti del passato soprattutto del Rinascimento Italiano, le sculture, le nature morte, i motivi religiosi ed ecclesiastici, la vita in America Latina e in Colombia e infine i nudi che sono il soggetto più conosciuto della sua attività artistica.

Da questa mostra il visitatore riesce ad avere un quadro quanto mai preciso e completo del percorso artistico di Botero che cerca di creare una mistura tra l’arte latina e la cultura occidentale.

Attraverso una cinquantina dei suoi capolavori, molti dei quali in prestito da tutto il mondo, si ripercorrono dunque quasi sessant’anni di carriera del maestro di Medellín, più precisamente dal 1958 al 2016. Dopo essersi messo in luce nel 1957 a Bogotá, dove vinse il secondo premio al X salone degli artisti colombiani, proprio nel 1958 ottenne la cattedra di pittura all’Accademia d’Arte di Bogotá vincendo il primo premio al XI Salone con l’opera La camera degli sposi. Nello stesso anno, espose a Washington alla Gres Gallery: registrò un così grande successo che tutte le sue opere vennero vendute durante il vernissage inaugurale.

Il percorso espositivo al Vittoriano è suddiviso in otto sezioni: Sculture, Versioni da antichi maestri, Nature morte, Religione, Politica, Vita latino-americana, Nudi e Circo. Caratteristica della sua pittura è la dilatazione che subiscono i suoi soggetti che acquistano forme insolite, quasi irreali, fantastiche o fiabesche. I personaggi che ritrae sono freddi, distanti con sguardi persi nel vuoto: sono di fatto lontani dalla realtà. Al cospetto della profonda ammirazione che nutre per l’arte italiana del Trecento, Quattrocento e Cinquecento, grazie a Piero della Francesca, Masaccio, Giotto e Mantegna, Botero è un pittore figurativo. Le sue figure sono legate alla realtà, anche se non la rappresentano. Ad accogliere i visitatori fuori dall’ingresso del Complesso del Vittoriano, è presente la gigantesca scultura in bronzo Cavallo con briglie alta più di tre metri  e di oltre una tonnellata di peso che racconta la perfetta plasticità volumetrica delle forme di Botero. L’esposizione, organizzata e co-prodotta dal Gruppo Arthemisia e MondoMostre Skira con la curatela di Rudy Chiappini in stretta collaborazione con l’artista, è promossa dall’Assessorato alla Crescita Culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma Capitale, con il patrocinio della Regione Lazio.

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