Brunori Sas

Brunori Sas

Brunori Sas (Sas nel senso di impresa), 4 album, 40 anni e un nuovo disco che lo conferma fra gli artisti più interessanti nel panorama, sempre più ricco della musica indie italiana.

Una laurea in economia e commercio, un posto nell’attività di famiglia (di mattonari come li definisce), non gli hanno impedito, a 32 anni, di iniziare una nuova carriera di cantautore.

Singolare, che in uno dei pezzi del nuovo album La Verità, racconti dell’incapacità di rischiare, di sogni che tali rimangono per la paura di buttarsi, di soffrire. Niente di più lontano dalla strada che invece ha deciso di percorrere.

Nonostante, o forse grazie, a un esordio che si potrebbe definire “tardivo”, con il primo album Vol.1 vince il premio Tenco come miglior esordiente e conquista il consenso del pubblico e della critica con uno stile assolutamente personale nella forma e nei contenuti.

Nei suoi primi lavori racconta con estrema semplicità e poesia, le emozioni e la vita di tutti i giorni, i dubbi, le incertezze, i timori della sua generazione.

Nonostante la pacatezza che lo distingue nei modi, è inarrestabile: fonda una propria casa discografica, la Picicca Dischi, compone colonne sonore, partecipa al progetto Stazioni Lunari insieme a Cristina Donà, Dente e Max Gazzè, solo per citarne alcuni e nel frattempo i concerti dal vivo sono un sold out dietro l’altro.

L’evoluzione continua. Il suo ultimo album A casa tutto bene, sebbene sia stato definito meno poetico del passato, è un lavoro certamente più maturo e consapevole

Lo stesso Brunori ha dichiarato che questa volta ha voluto prestare più attenzione a ciò che lo circonda, a ciò che si trova “al di fuori” anziché cantare delle sue emozioni ed esperienze personali.

Nelle 12 tracce che compongono l’album, la realtà viene raccontata così com’è, vissuta da eroi di tutti i giorni che affrontano le difficoltà, le paure dei nostri tempi e della sua generazione.

Citiamo per tutte Canzone contro la paura, che sembra arrivare dritta dai tempi e dalla scuola dei cantautori bolognesi come Dalla e De Gregori. É la rivincita del buon senso, in tempi in cui di buon senso ce n’è poco, di quella speranza che non possiamo proprio abbandonare perché darà a chi la cerca “la forza di ricominciare”.

In molti sin dall’inizio hanno definito Brunori un urlatore ed effettivamente le sue canzoni sono perfette per essere cantate a squarciagola. I suoi live vanno vissuti lasciandosi andare, preferibilmente in luoghi come teatri o club, per vivere e condividere da vicino l’atmosfera che solo un luogo raccolto può offrire.

A meno che non vengano accolte le numerose richieste di aggiungere date, avete tempo fino a fine aprile per partecipare a una delle date in giro per l’Italia. Te ne sei accorto, sì, che c’è della gran bella musica italiana?

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