Enrico Brignano

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Varcato il traguardo del mezzo secolo, a 50 anni tondi tondi, Enrico Brignano non smette di farsi domande. Soprattutto, si chiede se ciò che è diventato è stato il frutto consapevole delle scelte fatte, un disegno del destino oppure una gran botta di curiosa casualità. Campione indiscusso del teatro italiano, amato dal pubblico che lo premia con la sua folta presenza ad ogni spettacolo, Brignano è arrivato ai 30 anni di carriera. Ecco perché decide di rimettersi in discussione. Cosa lo ha condotto dov’è ora? Enrico intraprende un viaggio nel tempo, attraverso un’analisi attenta di ciò che è stato, ritrovando vecchie conoscenze, strane figure, forse ombre o forse realtà; rinfrescando brani storici della sua comicità, si pone di fronte a bivii da ripercorrere prendendo una strada diversa da quella già fatta, per il gusto di scoprire dove lo avrebbe condotto. Tra i suoi pezzi forti e nuove situazioni comiche, accompagnato da musiche evocative e scene quasi magiche, Enrico ricomincia dal principio, ricomincia dal palcoscenico, per darsi la chance di guardarsi dentro, sperando che il futuro gli regali emozioni forti mentre cerca di ritrovare e rinnovare se stesso.

Nato a Roma, classe 1966, deve la sua formazione artistica all’Accademia per giovani comici creata da Gigi Proietti. Dopo piccole apparizioni tv (La sai l’ultimaScherzi a parte) dal 1998 al 2000 interpreta il ruolo di Giacinto in Un medico in famiglia; la serie tv che gli regala una maggiore visibilità e soprattutto un riconoscimento da parte del pubblico che lo segue anche in teatro con estremo interesse.

Nel 1999 debutta infatti con uno spettacolo tutto suo, Io per voi un libro aperto, da Ostia Antica, trasmesso anche in diretta TV mentre nel 2000 gira il suo primo film da regista e protagonista Si fa presto a dire amore al fianco di Vittoria Belvedere. Inizia l’ascesa nel mondo dello spettacolo grazie alle tournée estive di teatro e cabaret e nel 2001 Carlo Vanzina lo sceglie per il ruolo di Francesco nel film South Kensington dove recita al fianco di Rupert Everett.

Ma il suo vero amore rimane il teatro, e negli anni successivi interrompe la carriera cinematografica per dedicarcisi maggiormente e così scrive e interpreta diversi spettacoli tra cui Non sia mai viene qualcuno (2003-2004); Evviva (2005-2006); A briglia sciolta (2005-2006); Brignano con la O (2006-2007); A spropostio di Noi (2006-2009); Le parole che non vi ho detto (2007-2009); Il Diavolo e l’acqua santa (2008); Sogno di una notte di mezza estate (2008); Sono Romano ma non è colpa mia (2011); Tutto suo Padre (2012).

Una tappa importante della sua carriera di attore è sicuramente l’interpretazione di Rugantino, opera del 1962 di Garinei e Giovannini, ruolo che in passato hanno vestito grandi attori come Nino Manfredi, Toni Ucci, Enrico Montesano, Adriano Celentano e Valerio Mastandrea e che interpreta per ben due volte sia nel 2010 che nel 2014.

Nel 2012 lo rivediamo in TV come co-conduttore, insieme Ilary Blasi, della trasmissione Le Iene mentre proseguono i suoi spettacoli in giro per lo stivale. Evolushow e Evolushow 2.0 sono infatti gli spettacoli degli ultimi anni che l’hanno consacrato, con i suoi sold out nei maggiori teatri italiani,  a diventare uno dei migliori comici italiani.

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