Fabri Fibra

Fabri Fibra

Fabri Fibra si definisce il “rapper più odiato dai rapper” perché è riuscito a portare negli anni il rap dove nessuno era mai riuscito prima, e anche perché nella sua carriera non sbaglia un colpo. L’ultimo successo in ordine di tempo è Fenomeno, l’album che contiene anche il “tormentone” dell’estate Pamplona, oltre al singolo che dà il nome all’album. Lo abbiamo intervistato per farci raccontare qualcosa di lui ma soprattutto per farci svelare qualche anticipazione sul nuovo tour. 

D: Hai iniziato a scrivere quando avevi 17 anni, ora ne hai 40 e di cose ne sono successe. Com’è cambiato il tuo modo di fare musica? Ti riconosci ancora in tutto quello che hai scritto?
R: Da quando ho il mio studio di registrazione è cambiato molto il mio modo di fare musica. Prima ero sempre in giro tra uno studio e l’altro, perdevo più tempo a organizzare e a spostarmi che a registrare. Adesso invece non ho orari, posso andare in studio a registrare quando voglio, di conseguenza credo che nei testi si senta di più questa libertà. Ho scritto tanto in questi anni e logicamente ci sono cose in cui mi riconosco di più e in altre meno, ma sono comunque affezionato a tutto il mio lavoro perché riconosco le motivazioni dietro a ogni rima.

D: Sei presente su tutti i social network con un buon seguito di fan. Quanto ti fai influenzare dalla “febbre da social”?
R: I social li reputo interessanti perché sono in continuo sviluppo, cambiano sempre e modificano il modo di percepire il mondo e le persone. Non esiste filtro quindi potrebbe succedere di tutto o anche niente. Cerco di non farmi influenzare troppo, certi periodi di più lo ammetto, come tutti del resto.

D: Ti sei definito “il rapper più odiato dai rapper”. Ma c’è qualcuno che apprezzi nella scena rap italiana o qualcuno con cui ti piacerebbe collaborare?
R: Ho detto di essere il rapper più odiato dai rapper perché credo di aver portato questo genere dove nessuno prima era riuscito, di conseguenza sono arrivati molti più sguardi su di me, più stress e pressione, ma anche più pubblico. Nel 2006 quando è uscito Tradimento, il mio primo disco con una major, gli addetti ai lavori non sapevano come lavorare con questo genere musicale, i discografici hanno imparato da noi come vendere il rap italiano, ho aperto una strada che oggi tutti stanno percorrendo. In questi anni le classifiche sono occupate da dischi rap, sono nati molti nuovi rapper che stanno parlando alle nuove generazioni, il rap italiano ha vinto e io sono stato tra i primi a crederci. I rapper che mi piacciono sono Tommy Kuti, Marracash, Ghali, Gemitaiz, Madman, Bassi, Guè Pequeno, Lazza, Laioung, Izi, Clementino, Ketama 126 e molti altri ancora.

D: A parte la musica, in che cosa pensi di essere un “Fenomeno”?
R: Sicuramente a fare le interviste ahahah. Il concetto di Fenomeno, il titolo del mio ultimo disco, non è riferito a me. Il significato di questo titolo sta proprio nel fatto che oggi basta avere uno smartphone per essere un fenomeno.

D: Sei in giro in tutta Italia da ottobre con il tuo “Fenomeno Tour”. Cosa hai preparato per i tuoi fan? Cosa ti aspetti da questa nuova esperienza live?
R: Ho intenzione di fare un live più concettuale rispetto a quelli precedenti. Non voglio scendere nei dettagli ma voglio provare a raccontare una storia all’interno del live. Mi aspetto di divertirmi sul palco e di portare questo show a più gente possibile.


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