Giuseppe Giacobazzi

Giuseppe Giacobazzi

Io ci sarò è lo spettacolo teatrale che Giuseppe Giacobazzi sta portando nei teatri italiani ormai da due stagioni toccando piazze grandi e piccole, sempre con uno straordinario successo di pubblico. Il comico è di quelli di razza, che garantiscono alla platea due ore di sane risate senza sosta. Ma lo spettacolo nasce da riflessioni anche molto serie, sul senso del vivere e sulle responsabilità di genitore, pensieri che affiorano qua e là nella mente dell’artista nei continui spostamenti ai quali sono sottoposti gli uomini di spettacolo. Giacobazzi parte da una prima considerazione: ha superato ormai da qualche anno la cinquantina ma ha una figlia ancora molto piccola. Fatti due conti e considerata l’età media sempre più avanzata di chi diventa genitore, le possibilità per l’artista di poter vivere il ruolo di nonno e quindi di vedere crescere dei nipotini, non può essere data per scontata.

Da qui la suggestione per creare lo spettacolo, mandare un messaggio o meglio ancora un video-messaggio per essere perfettamente in linea con il nostro tempo, all’ipotetica nipotina, la figlia della sua reale figlia, che l’artista potrebbe non vedere mai. In questo modo Giacobazzi ha la possibilità di dare forma a un seppur immaginario punto di contatto con il futuro senza interposta persona e poter così parlare liberamente del nostro mondo di oggi, del nostro vivere quotidiano immaginando come questo potrà essere visto nel futuro. Un esercizio quindi tra presente, passato e futuro, una macchina del tempo che diventa, nelle mani del talentuoso comico, una perfetta macchina scenica e teatrale. Passando per alcuni vecchi e nuovi cavalli di battaglia, che raccolgono regolarmente scrosci di applausi e risate a valanga, l’attore finisce per entrare nella classica e sempre attuale dinamica che contrappone diverse generazioni, dove il più anziano, il nonno in questo caso, ricorda il proprio passato con nostalgia e sempre come migliore del presente con l’aggiunta, in questo caso, che il salto temporale con i nipoti immaginari è molto ampio, due generazioni che hanno avuto figli in età  matura. Qua e là il serrato monologo, che dura complessivamente due ore, ha qualche retrogusto amaro e porta con sé riflessioni intrise di una sottile malinconia come nella migliore tradizione della comicità. Il messaggio nei confronti della nipotina immaginaria diventa pertanto il pretesto per confessarsi in pubblico, là sul palcoscenico dove la narrazione comica diventa forse la modalità meno dolorosa per mettersi a nudo e raccontare verità sull’esistenza che tendiamo naturalmente a nascondere anche a noi stessi.

C’è un grande desiderio di divertirsi e Giuseppe Giacobazzi risponde al calore del pubblico moltiplicando l’impegno di incontrarlo in ogni palcoscenico della Penisola; il tour di Io ci sarò prosegue infatti serrato per tutti i primi mesi del 2018.

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