I Legnanesi – Signori si nasce…e noi?

I Legnanesi

Da quasi 70 anni esiste una compagnia che attira grandi e piccini, diverte e registra il Sold Out nei teatri di tutta Italia. I loro interpreti sono cambiati negli anni ma il loro successo è sempre in salita. Parliamo de I Legnanesi, la compagnia teatrale italiana che recita le commedie in dialetto legnanese. Le origini de I Legnanesi affondano nel secondo dopoguerra, esattamente nel 1949, quando tre metalmeccanici, Felice Musazzi, Tony Barlocco e Luigi Cavalleri, iniziano a recitare in spettacoli teatrali in dialetto legnanese in un circolo della parrocchia di Legnarello, quartiere di Legnano (Mi). In questi anni negli oratori della Diocesi di Milano era vietata la partecipazione di attrici donne e quindi i tre decisero di recitare i loro spettacoli en travesti. Infatti, essendoci solo interpreti uomini, e dovendo recitare anche ruoli femminili, i tre attori, per poter recitare le loro commedie, dovettero necessariamente travestirsi. Nei loro spettacoli i tre proponevano figure satiriche dei cortili lombardi dell’epoca. Questo, assieme ad alcuni elementi di autoironia sul proprio lavoro diurno, aumentò la dose di comicità dei loro spettacoli. L’ambientazione tipica delle loro commedie è la corte lombarda, all’interno della quale ruotano le vicende della famiglia Colombo, nucleo familiare capeggiato da la Teresa, la donna di cortile interpretata da Antonio Provasio, la Mabilia, la figlia maggiorenne e da sempre “zitella”, interpretata da Enrico Dalceri, e il Giovanni, il marito di Teresa, interpretato dal 1978 da Luigi Campisi. Abbiamo fatto alcune domande ai protagonisti dello spettacolo per conoscere un po’ più a fondo i segreti del loro successo. Con il loro nuovo spettacolo Signori si nasce… e noi? i Legnanesi vi aspettano dal 5 gennaio al Teatro della Luna di Assago per poi proseguire in tutti i maggiori teatri italiani.

D: Qual è il segreto del vostro spettacolo che dopo tanti anni continua a riempire teatri con pubblico di ogni età?

R di Antonio Provasio, “La Teresa”: Sicuramente il nostro punto di forza è la semplicità e la voglia di far divertire divertendoci a nostra volta. Da sempre una caratteristica dei nostri spettacoli è quella di riuscire a far ridere senza cadere nella volgarità, per questo i nostri spettacoli sono adatti a tutte le face d’età da 0 a 100 anni!

D: Questo spettacolo è un omaggio al grande Totò e per l’occasione la Famiglia Colombo andrà a Napoli… ci andranno anche i Legnanesi prima o poi?

R di Antonio Provasio, “La Teresa”: E’ chiaro che sarebbe meraviglioso andarci anche perchè noi siamo innamorati di Napoli, della “Napolicità” e dei napoletani. Come il grande Totò, anche la Teresa e la Mabilia sono delle maschere e anche per questo abbiamo voluto omaggiare la più grande maschera napoletana. Chissà forse un giorno…

D: Pensi che il dialetto si stia perdendo? Cosa si può fare per mantenerlo vivo secondo te (oltre a venire a teatro!)?

R di Antonio Provasio, “La Teresa”: Si potrebbe portarlo di più nelle scuole, creando delle scene apposta per i ragazzi per fare in modo che non si perda. L’anno scorso ad esempio abbiamo portato, in un teatro della nostra zona, un breve schetch pensato apposta per i ragazzi ed è piaciuto moltissimo! Il preside ci ha fatto addirittura i complimenti perché per la prima volta ha visto dei ragazzi attentissimi!

D: Ogni anno le coreografie, i costumi e le musiche vengono sempre rinnovati, e questo dimostra che la vostra compagnia ogni anno si impegna per proporre uno spettacolo sempre nuovo. Da cosa vengono ispirati? E quanto tempo di lavoro richiede la preparazione di tutto?

R di Enrico Dalceri “La Mabilia”: Di questi tempi tutto corre velocemente e siamo tutti di corsa, e anche gli spettacoli subiscono questo ritmo. Così anche noi de I Legnanesi ci rinnoviamo e ogni anno proponiamo uno spettacolo nuovo, attuale e moderno. Bisogna stare ai tempi se no si rischia di stare indietro. La nostra è l’unica compagnia teatrale che porta avanti la “Rivista all’Italiana” una tradizione che non va persa! Cos’è la Rivista all’Italiana? Si tratta di prosa intervallata da balletti dove la cosiddetta Soubrette scende le scale attorniata dai suoi ballerini chiamati “Boys”. I nostri balletti sono tutti costruiti con un contorno di grandi scenografie tutte rigorosamente costruite e non proiettate, grandi costumi rigorosamente Made in Italy, ricchi di piume, paillets, ricami e merletti (quest’anno Mabilia ne indossa uno di ben 25 kg!). I balletti sono formati da 11 boys e 8 soubrette e per preparare tutto questo occorre molto tempo e professionalità. Per quel che mi riguarda, inizio a fare delle ricerche da febbraio per completare il lavoro a novembre. Mi ispiro a spettacoli che vanno di moda, film, vecchie trasmissioni TV, tenendo sempre conto della nuova sceneggiatura scritta da Antonio Provasio autore e regista dello spettacolo. Così faccio ovviamente anche con i testi delle canzoni, che scrivo in base al tema del nuovo spettacolo. Cercare e scegliere un brano musicale non è semplice, devi partire da un’idea e poi devi svilupparla per renderla idonea ad un testo, ad un costume e ad un balletto. E’ un grosso lavoro che richiede molto tempo e concentrazione ma nello stesso tempo ti dà enormi soddisfazioni. Io amo questo lavoro e per questo mi ritengo una persona veramente fortunata nel poterlo fare!

 

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