Il Conte Tacchia

Il Conte Tacchia

Si rinnova il connubio tra Enrico Montesano e il Teatro Sistina, due icone del teatro romano. Dopo essere stato mattatore interpretando i ruoli di Rugantino e del Marchese del Grillo sempre sul prestigioso palcoscenico di Roma e con enorme successo di pubblico, l’artista torna protagonista con Il conte Tacchia del quale è anche autore insieme a Gianni Clementi e regista. Enrico Montesano sta vivendo un momento di particolare vivacità della propria carriera e con Il conte Tacchia si appresta ad affrontare un altro personaggio che fa parte dell’immaginario romanesco. La figura del protagonista, Checco, è ispirato liberamente alla vita di un nobile, Adriano Bennicelli, vissuto a cavallo tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo, le cui fortune erano legate al commercio del legno, meritandosi così il soprannome di “Tacchia” che in dialetto significa appunto “pezzo di legno”. Nello spettacolo, tratto dall’omonimo film di Sergio Corbucci del 1982 che vedeva nel cast anche i compianti Vittorio Gassmann e Paolo Panelli, sono narrate le peripezie di Checco, interpretato da Montesano, e in particolare le vicende che ruotano attorno al suo amore per la popolana Fernanda. I due si rincorrono per ben trent’anni fino a quando l’uomo rientra a Roma nel 1944 nelle vesti di liberatore insieme alla quinta armata del generale Clark. La versione teatrale prende spunto, come detto, dalla pellicola di Corbucci nella quale lo stesso Montesano era protagonista ma si concede alcune libertà.

La commedia musicale prevede infatti alcune scene aggiunte che vanno ad integrare la storia cinematografica. Sul palcoscenico, accanto alla maschera romana interpretata da Montesano, troviamo un nutrito cast di attori e ballerini che si muovono con costumi d’epoca. Accanto alle musiche originali del Maestro Armando Trovajoli ci sono alcune nuove canzoni scritte appositamente per la rappresentazione teatrale. Lo spettacolo, che si annuncia ricco di cambi di scena e tutto da ridere, rappresenta per Montesano la chiusura di una trilogia che non solo ha saputo conquistare il pubblico romano ma che, con i precedenti due titoli, ha raccolto applausi in tutta Italia. Intanto il debutto è tutto romano, sul palcoscenico del prestigioso Teatro Sistina, che abbraccia il mattatore per diverse settimane di repliche a partire dal 21 febbraio. Nella lunga e luminosa carriera che tocca ormai i cinquant’anni, Montesano ha segnato alcuni momenti straordinari della storia del Sistina a partire dalla fine degli anni settanta quando vennero messi in scena Rugantino e Bravo e poi ancora negli anni titoli memorabili come E se il tempo fosse un gambero.

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