Kasabian

Kasabian

Partiamo dal nome.

Kasabian, come Linda Kasabian, membro della setta e testimone chiave nel processo alla “famiglia Manson”.

Una scelta azzardata, un po’ macabra e politicamente scorretta, ma presa dal gruppo solo perchè “suonava bene”.

Non è questo però il motivo per cui il gruppo di Leicester (sì proprio la città del miracolo calcistico che ha appassionato tifosi e non un paio di anni fa) è una delle band più controverse dell’ultimo decennio.

Adorati dai fan che si considerano parte di una vera e propria famiglia, con un seguito fedele live dopo live negli stadi, nei palazzetti o nei festival infangati dove da qualche anno sono fra gli headliner più ambiti, i Kasabian non riscuotono lo stesso successo quando a parlare di loro sono gli “esperti”.

I critici musicali non sono mai stati generosi, li hanno spesso indicati come “una promessa non mantenuta”, accusandoli di aver ceduto alla tentazione di costruire hit semplici e remunerative.

L’origine di questo, francamente eccessivo, accanimento potrebbe essere il rifiuto da parte del gruppo di accettare classificazioni. In particolare Serge Pizzorno, chitarrista e mente creativa del gruppo, ha più volte dichiarato di temere le etichette che “si appiccicano addosso”, assegnate al solo scopo di semplificare, identificare e costringere in un aggettivo il lavoro di una vita.

A dimostrazione del rifiuto di accettare una sterile fedeltà a se stessi, dopo il  penultimo album 48:13 fortemente influenzato dall’ondata di musica elettronica degli ultimi anni, la nuova produzione del gruppo di Leicester è ispirata al rock classico.

For crying out loud, che in italiano suonerebbe come “accipicchia”, è un titolo scelto per il suo significato letterale “da gridare a squarciagola”.

Un album pieno di chitarre, come ha  dichiarato Tom Meighan, suoni più semplici, senza arrangiamenti ad effetto, per contrastare un panorama sempre più dominato da DJ più che da musicisti.

Pezzi carichi di energia, ideali per essere suonati dal vivo, cantati come cori da stadio, quegli stadi tanto amati dal gruppo appassionato di calcio quanto di musica.

Dopo un’estate di concerti da tutto esaurito, i Kasabian tornano in Italia il 3 novembre, per l’unica data prevista nel nostro Paese al Mediolanum Forum.

E’ molto probabile che, come per il tour estivo, non solo i pezzi del nuovo album, ma l’intero repertorio sia protagonista anche in questa occasione. Perché i fan dei Kasabian amano tutta la loro produzione e sono soddisfatti solo se almeno qualche pezzo per ognuno dei sei album pubblicati ad oggi, fanno parte della scaletta del concerto.

Chissà se, come ha dichiarato in una recente intervista, Serge Pizzorno seguirà anche questa volta il suo rituale prima di ogni esibizione: “Riempio una pinta di ghiaccio, metà rum e metà coca cola e la bevo sempre, ad ogni concerto, mezz’ora prima di andare in scena”.

Quindi, se volete decidere da soli da che parte stare, se non vi fidate di fan e di critici, avete un’altra occasione per vedere con i vostri occhi e ascoltare con le vostre orecchie il sound senza etichette dei Kasabian.

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