La Regina di Ghiaccio

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La storia, liberamente tratta dalla celebre opera incompiuta di Giacomo Puccini Turandot, racconta la storia dell’omonima principessa, vittima di un incantesimo ad opera di tre streghe che dal futuro hanno viaggiato nel tempo fino ai giorni nostri e con i relativi poteri sono responsabili della crudeltà della principessa e, più ampiamente, del male nel mondo o almeno, del male e del perenne inverno nel regno immaginario dell’antica Cina governata dall’Imperatore Altoum, padre di Turandot. In questo adattamento di Colombi però, la storia della principessa che pur di non sposarsi pone tre enigmi ad ogni malcapitato pretendente – che verrà decapitato se sbaglierà anche una sola delle risposte – è molto più articolata. Alla trama originale, che vede il principe Calaf di Astracan (Pietro Pignatelli), innamorarsi perdutamente della spietata principessa, vengono aggiunti elementi fantasy, mitici e religiosi.

Ci sono infatti chiari riferimenti al Paradiso Terrestre con un imponente albero del peccato, un melo, che nel musical rappresenta uno degli elementi scenografici più riusciti. E ancora ci sono Yao, il Signore del Sole, e Chang’e, Signora della Luna, ripresi dalla mitologia cinese. Se sulla carta li si poteva immaginare come due affascinanti figure romantiche, nella realizzazione i due rappresentano uno degli elementi comici dello spettacolo, presentati come sono come due saltimbanchi dal tormentone “Dice Confucio…”, salvo poi rivelare la loro natura più profonda in alcuni efficaci cambi repentini di atmosfera.

Giochi di illusionismo sul palco, luci stroboscopiche, neve e nebbia in sala, uniti a un pavimento che vibra, affascinano gli spettatori, soprattutto quelli delle prime file che si vedono proiettare così proprio dentro la storia.

Lorella Cuccarini sul palco è sempre una garanzia di carisma e bravura che invadono la scena: giunta al quinto musical teatrale, Lorella affronta con la stessa credibilità ruoli molto diversi tra loro, anche se Turandot, come ha affermato lei stessa, ha alcune sfumature che la avvicinano alla sua Miranda de Il Pianeta Proibito. Nuove tecniche vocali e una fisicità rigida e nervosa nei momenti in cui la Regina di ghiaccio, letteralmente congelata nell’anima dall’incantesimo delle tre streghe, è quasi impietrita davanti alle sue sconfitte.

Colombi ha voluto omaggiare Puccini con alcune citazioni tratte dalle sue opere in tutta la partitura musicale creata da Davide Magnabosco (che firma anche arrangiamenti e direzione musicale), Paolo Barillari (che interpreta efficacemente Altoum) e Alex Procacci; ma nel momento clou, non ha voluto contrapporsi all’opera. Ha inserito Nessun dorma così com’è, con un arrangiamento pop e con una incursione di Lorella Cuccarini/Turandot, letteralmente affacciata alla luna, che scambia con grande delicatezza alcune frasi musicali con Pignatelli/Calaf. Riuscirà il Principe a sciogliere il cuore (e l’incantesimo) della Regina di Ghiaccio? Non ci resta che scoprirlo a teatro!

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