Nek – Unici in Tour

Nek

Un tour che ci accompagna per tutta l’estate e con il quale Filippo Neviani festeggia 25 anni di carriera e 20 anni dall’uscita del celebre singolo Laura Non C’è. Un sogno che si è da poco realizzato, quello di esibirsi nella splendida Arena di Verona e tanti altri da realizzare. La carriera di Filippo non conosce battute d’arresto, forte di tanti singoli di successo e di un rapporto speciale con i suoi fan che lo seguono ininterrottamente da 25 anni. Per conoscerlo un po’ meglio lo abbiamo intervistato per farci raccontare sogni, progetti e ricordi. (Valeria Pacelli)

D: Con questo tour celebri 25 anni di carriera e 20 anni dall’uscita di Laura Non C’è. Come sei riuscito a mantenere negli anni un rapporto così stretto con i tuoi fan?

R: Perché mi piace il fatto di aver il pubblico che comunque mi aspetta fuori dagli hotel, riempie gli spazi vuoti, c’è questo bel rapporto molto diretto e allo stesso tempo molto semplice. Se posso mi piace vedere le persone soddisfatte, accontentate, è un piacere anche per me, quindi non è sottopormi ad alcun sforzo firmare gli autografi, fare le foto con tutti. Mi piace. Se ci sono delle problematiche, perché può succedere che non puoi essere disponibile con tutti, capita raramente, però nella maggior parte dei casi sono proprio molto felice di accontentarli. Vedere una persona soddisfatta fa parte del mio lavoro, è un punto a favore.

D: Il concerto all’Arena di Verona è stato un grande successo e un sogno realizzato. Quali sono i tuoi prossimi sogni, i tuoi progetti?

R: Un mio sogno è sicuramente la colonna sonora di un film. Qualcosa di diverso rispetto al mio solito linguaggio. Dare musica e dare voce a determinati istanti del film, determinati stati d’animo, non solo con il canto ma anche solamente con la musica. Sviluppare un tema che si ritrova all’interno di un film. La colonna sonora è sicuramente uno di quei sogni che mi piacerebbe realizzare, senza ombra di dubbio.

D: In questi anni di carriera ci sono stati tantissimi live. Ma qual è il ricordo più bello legato ad un concerto – ad esempio la proposta di J-Ax in esclusiva?

R: Sicuramente quella è stata un gioco che ci siamo inventati poco prima di salire sul palco, poi con Ax è terreno fertile lo scherzo, perché proprio prendersi in giro è una costante. Lo si può fare davvero con persone che hanno un gran senso dell’umorismo, come J-Ax per esempio. Altri momenti sono legati sempre all’Arena di Verona. Il ricordo più bello è stato quando prima dei bis ho chiesto di accendere tutti i telefonini ed è come se si fosse accesa una città intera davanti a me.

D: Laura non c’è, Se una regola c’è, Sul treno, La vità è, Se io non avessi te fino a Unici. Hai scritto tantissimi successi, che sarebbe impossibile inserirli tutti in scaletta. Quale singolo non deve mancare mai per non deludere i tuoi fan?

R: Questi brani sicuramente bisogna che ci siano, poi ne sono stati fatti molto di più, però comunque quelli che non possono mancare sono Laura non c’è, Sei grande, Almeno stavolta, Lascia che io sia, Fatti avanti amore, questi sono i pezzi che sarebbe stupido non inserire.

D: Hai sempre dichiarato di esserti ispirato a Sting e ai Police, soprattutto all’inizio della tua carriera. Oggi quando scrivi le canzoni o progetti i tuoi live, cosa o chi ti dà ispirazione?

R: La vita di tutti i giorni è il motore per scrivere, un’esperienza mia, un’esperienza di chi mi sta vicino, un libro che leggo, un film, o qualcuno che mi suggerisce qualcos’altro. Il bello è che non c’è mai fine. La vita di tutti i giorni è sicuramente un grande universo da cui l’ispirazione arriva.

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