Thegiornalisti

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Crescono il successo e la popolarità della band romana guidata dal leader Tommaso Paradiso che a maggio sale per la prima volta sul palco di due importanti palazzetti: quelli di Roma e Milano.

A ottobre dello scorso anno è uscito il loro album Completamente sold out. Da allora la band romana formata da Tommaso Paradiso, Marco Antonio Musella e Marco Primavera ha fatto il suo ingresso nei palinsesti radiofonici più mainstream e ha collezionato sold out in tutte le date del Completamente tour. Adesso i Thegiornalisti arrivano sul palco di due importanti palazzetti con il tour Completamente Senza. Li abbiamo intervistati per conoscerli meglio e per farci raccontare come si preparano al loro debutto nei palazzetti.

D: Sulla vostra pagina Facebook si legge: “Noi siamo i Thegiornalisti e crediamo nel romanticismo”. A parte questo, in cos’altro credete?
R: In realtà chi crede nel romanticismo crede un po’ a tutto. Siamo dei creduloni, o almeno ci piace pensarlo. Jennifer Lawrence sarebbe in grado di farmi credere a tutto. Qualsiasi cosa. Ed è bello così. Noi sogniamo, per questo esistono delle persone che si occupano di soldi, contratti, rotture etc. Ognuno fa il proprio.
D: Molti vi definiscono il nuovo “fenomeno pop” italiano. Vi riconoscete in questa definizione? In cosa vi sentite diversi rispetto ad altre band italiane?
R: Mi sembra che abbiamo uno stile molto diverso da tutto il resto. Sia nella scrittura, sia nel linguaggio, sia nella musica. Passiamo in radio ma non costituiamo uno standard radiofonico. E questa è una novità. Poi ci vestiamo bene, sobri.
D: Per la prima volta salirete sul palco di due palazzetti importanti come quelli di Roma e Milano. Cosa vi aspettate e come affronterete questo “debutto”?
R: Ci prepariamo con lo sport oltre che con le prove. Svuotando la testa, facendo altro, pensando ad altro. Penseremo che stiamo andando a fare i palazzetti solo quando saliremo su quei palchi.
D: Dopo il “Completamente Tour” avete deciso di tornare live con il “Completamente senza”. Queste due date quindi saranno “completamente senza…”?
R: Senza è una canzone ed è un modo di dire che abbiamo per affermare il contrario di quello che stiamo dicendo. Quando uscirà la canzone sarà tutto più chiaro. Che ne so tu entri in bar e ci sono 8 mila tipi di tramezzini allora tu esclami “stanno senza tramezzini qui!”. Capisci? Quindi si può dire che stiamo senza palazzetti senza pubblico senza Roma senza Milano. Proprio completamente senza. E poi ovviamente senza di lei.
D: Cosa distingue e contraddistingue i vostri concerti? E come vi preparate prima di salire sul palco?
R: Ma c’è una bella atmosfera. Veramente c’è un cuore enorme che racchiude tutta la sala, tutta la gente compreso noi. Sembra di stare veramente a casa di amici a cantare, a ridere. È una presa bene. Non è un concerto. È un raduno tra amici. Ognuno si prepara a suo modo prima di salire sul palco. Io cambio sempre non c’è uno standard. L’importante è rilassarsi non caricarsi. Devi quasi cercare di dormire. Se sali troppo carico dopo 20 minuti sei morto. Il concerto deve salire piano piano.


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