Vivian Maier

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120 fotografie in bianco e nero, una selezione di foto a colori e alcuni filmati in super 8 ci raccontano il lavoro artistico di Vivian Maier, una fotografa piuttosto fuori dal comune nata a New York nel 1926 che non ha mai pubblicato i suoi scatti. La fotografia per lei era una passione, le piaceva girare per le strade e fotografare quello che vedeva e soprattutto le piaceva fotografare per se stessa. Con i suoi scatti ha immortalato scene di vita quotidiana negli USA tra gli anni 50 e 90, molti ritratti di gente comune e molti autoritratti. Il suo è uno stile semplice, diretto, naturale ed istintivo, e la sua storia è davvero singolare.

In un epoca come la nostra, fatta di tante foto e di condivisioni in tempo reale, è veramente difficile immaginare qualcuno che produca un numero incredibile di scatti e li tenga conservati in dei bauli. Vivian Maier infatti non pubblicò mai nulla, sviluppava da sola i suoi rullini, li stampava e poi li conservava. Per tutta la vita lei svolse il lavoro di bambinaia, non si sposò e quando le era possibile viaggiava per il mondo. E allora come ha fatto a diventare una delle fotografe più famose del ‘900?

La domanda è molto lecita e la risposta vi stupirà: semplicemente per caso. Nel 2007 il giovane John Maloof acquista all’asta alcuni oggetti tra cui i bauli dove sono conservate le foto di Vivian. Affascinato da quegli scatti comincia a postarli su Flickr ed è un successo planetario. Oggi Vivian Maier è considerata una delle più grandi fotografe di sempre ma non ha mai goduto dei benefici della sua fama (ma forse non li desiderava). Questa mostra celebra il talento e la forza comunicativa di una donna vissuta nell’ombra e che ha trasmesso tanta vitalità.

Le date
Dal 27 ottobre al 18 febbraio Catania, Palazzo Valle

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