Zucchero

Zucchero

Abbiamo apprezzato la sua arte e la sua personalità sul palco dell’ultimo Festival di Sanremo dove ci ha conquistato con un’esibizione da grande artista internazionale qual è. Adesso Zucchero torna ad esibirsi dal vivo, all’Arena di Verona, con il suo Black Cat World Tour. Gli abbiamo fatto qualche domanda per conoscerlo meglio e farci dare qualche anticipazione su quello che vedremo sul palco.

 

D: 5 date all’Arena di Verona a maggio, altre 5 a settembre più le 11 dello scorso anno fanno un record assoluto. Ti emoziona ancora salire su un palco così prestigioso o ormai ti senti di casa?

R: Ho scelto Verona perché ci sto bene, quando penso di suonare nell’Arena di Verona provo sempre una certa eccitazione. Per me non esiste in Italia un posto migliore dove esibirmi. Verona è la città che mi ha sempre voluto bene fin dall’inizio. E poi è un posto magico, nonostante abbia una capienza di dodicimila persone quando sono sul palcoscenico infatti mi sembra di riuscire a toccarle tutte. Ci sono altri teatri meravigliosi ma non sono disposti come questo. Qui mi sento a casa ed è sempre un emozione grandissima salire su questo palco.

D: Ormai sei abituato ad esibiti davanti a un pubblico molto numeroso, non solo in Italia (pensiamo ai 100mila di Cuba per esempio). Torneresti a suonare nei teatri o nei club? Cosa ti manca dei concerti in location “più intime”?

R: La musica è la mia vita e ogni palco vale la pena di essere calcato se ci puoi suonare la musica che ami. L’unico mio sogno è quello di poter continuare a suonare finché campo, così come sto facendo adesso. Non mi interessano i posti prestigiosi o meno prestigiosi, grandi o piccoli, per me l’importante è riuscire ancora a portare la mia musica in giro per tutto il mondo.

D: Il 2017 ti vede impegnato in un tour mondiale che mentre scriviamo prevede circa 80 date ma che alla fine supererà le 150. Qual è il pubblico nel mondo con il quale ti senti più in sintonia?

R: Ho concluso il 2016 con un tour europeo di cui vado molto fiero. È stato il più gran successo della mia carriera, lo show è piaciuto molto e i tedeschi ne parlano come del tour dell’anno. Ho raddoppiato i numeri a Londra e Parigi e di solito il pubblico è per metà locale e solo l’altra metà è gente italiana che sta all’estero. Mi diverte scoprire sempre nuovi pubblici, ad esempio in Giappone ho suonato con il chitarrista rock blues Tomoyasu Hotei e ho conosciuto il pubblico giapponese che è davvero formidabile… conoscono tutto in particolare fra i miei pezzi Senza una donna Miserere (per via di Pavarotti), e Ti voglio sposare realizzato in duetto proprio con Hotei. Questo è un pezzo che cantavano a squarciagola.

D: Nella tua carriera hai collezionato successi e ci hai regalato brani indimenticabili. Ma qual è la canzone che preferisci cantare dal vivo?

R: Le canzoni sono come i figli… non c’è un preferito… ognuna dà emozioni e c’è un’intensità particolare ogni volta

D: Ti piace andare ai concerti dei tuoi colleghi? Qual è il più bello che hai visto nella tua vita?

R: Vorrei avere più tempo per farlo… quando sono in viaggio ne approfitto per vedere gli show che ci sono in città quella sera…

D: In tanti anni di musica hai collezionato collaborazioni con artisti tra i più prestigiosi del panorama nazionale e internazionale, da Pavarotti a Joe Cocker passando per Bono degli U2 solo per citarne alcuni. Qual è stata quella che pensi ti sia riuscita meglio in studio? e quale sul palco?

R: È molto difficile decidere…vi posso raccontare però che lo stadio che mi ha emozionato di più è stato Wembley. Brian May mi ha telefonato per invitarmi a partecipare al tributo a Freddie Mercury, nel ’92. Wembley era gremito e io ero tesissimo. Nel camerino accanto avevo David Bowie, George Michael, e Annie Lennox molto tranquilli, mentre io mi sentivo al patibolo. Una volta salito sul palco, toccava a me iniziare con la chitarra acustica e soltanto dopo sarebbero partiti i Queen, ma il tecnico si dimenticò di portarmi sul palco lo strumento e mi sentii sprofondare. Mi salvò Brian May che strizzandomi l’occhiolino attaccò con la sua chitarra.

D: Nei tuoi concerti la qualità della musica è sempre al primo posto e il calibro dei musicisti che scegli per accompagnarti sul palco lo dimostra. Cosa ci aspetta quest’anno all’Arena? Puoi anticiparci qualcosa?

R: Rispetto alle 11 date in Arena realizzate nel 2016, pescherò nuove canzoni del mio repertorio. Non saranno necessariamente i singoli. Con la super band internazionale che mi porto in tour voglio esplorare brani per me significativi che non suono da tempo. Il resto, sarà una sorpresa!


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