Da Kandinsky a Botero

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Una mostra dai grandi numeri: un palazzo storico veneziano di 4 piani con 35 sale espositive, oltre 100 opere esposte. Un viaggio lungo più di un secolo attraverso l’arte del Novecento e i suoi protagonisti. Tutto questo è Da Kandinsky a Botero, tutti in un filo in programma fino presso il nuovo polo espositivo permanente di Palazzo Zaguri, nobile dimora veneziana presso Campo San Maurizio (dove ha abitato per alcuni anni anche il celebre Giacomo Casanova) completamente ristrutturata grazie all’intervento della società organizzatrice Venice Exhibition. L’esposizione veneziana vede protagonisti gli arazzi dei grandi maestri del ‘900 del panorama artistico italiano e internazionale, quali Botero, Cagli, Basaldella, Capogrossi, Casorati, De Chirico, Clerici, Dalì, Ernst, Gribaudo, Guttuso, Kandinsky, Klee, Mastroianni, Matisse, Miró, Muzzi, Sironi, Spazzapan, Warhol, Omiccioli e Piano.

I grandi arazzi tessuti dalle abili mani delle tessitrici sono esposti in un esaltante percorso arricchito dalle opere di artisti dei nostri giorni in un dialogo costante con la scultura, la pittura, il disegno, la fotografia. Alcune sale hanno tenuto conto di una scrupolosa ricerca storico-archeologica sulle origini della tessitura con reperti di tessuto dell’antica civiltà egizia provenienti dal Museo Archeologico ed Etnografico Fratelli Castiglioni di Varese e da alcune importanti collezioni private. Nello specifico, è stato previsto l’allestimento di 60 arazzi di dimensioni diverse, provenienti per lo più dalla Collezione dell’Arazzeria Scassa che ha collaborato attivamente con l’organizzazione della mostra. Ogni arazzo ha dunque la possibilità di dialogare con opere di pittura, scultura e disegni appositamente selezionati, per creare una continuità artistica al di là del materiale e del tempo.

Durante i mesi di mostra, previa attenta selezione da parte della curatela, c’è la possibilità di accogliere nelle sale espositive opere di diversi artisti contemporanei in cicli espositivi. Da Kandinsky a Botero, tutti in un filo, dunque, è fucina e contenitore di una serie di iniziative a corollario, quali conferenze, incontri, visite guidate e performance artistiche.  “La sede espositiva della mostra – ha affermato il direttore di Palazzo Zaguri Mauro Rigoni – è un punto d’incontro esclusivo che torna ad essere dopo secoli luogo dove l’arte è esposta e vissuta. Il Palazzo è un nuovo polo museale restituito a Venezia come luogo di cultura, dopo due anni di ristrutturazioni e cinque milioni di investimento.

Una straordinaria controtendenza, rispetto a quanto accade in molte città italiane, in cui le dimore storiche diventano alberghi di lusso o negozi. Con questa grande mostra oggi Palazzo Zaguri è completamente restituito alla cittadinanza e alla cultura”.

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