Jago

jago

Il prestigioso Palazzo Buonaparte a Roma ospita fino al 3 luglio la prima grande rassegna dedicata a Jacopo Cardillo, in arte JAGO, artista e scultore di Frosinone classe 1987, universalmente noto come The Social Artist per le innate capacità comunicative e il grande successo che riscuote sui social. Jago, infatti colpisce direttamente il pubblico grazie alla sua capacità di trasmettere l’amore per l’arte soprattutto ai giovani: le sue dirette streaming e la sua condivisione social di video e foto raccontano il processo creativo di ogni opera con una diretta partecipazione dei suoi followers.
Grazie alla curatela di Maria Teresa Benedetti, la genialità dell’artista viene dunque documentata per la prima volta in una mostra che riunisce una serie di opere realizzate fino ad oggi, dai sassi di fiume scolpiti (da Memoria di Sé a Excalibur), fino alle sculture monumentali di più recente realizzazione (come Figlio Velato e Pietà), passando per creazioni altamente mediatiche quali il ritratto di Papa Benedetto XVI (Habemus Hominem).
Prima testimonianza è lo scavo sui grandi sassi raccolti nel greto di un fiume alle pendici delle Alpi Apuane, pazientemente scavati nel desiderio di raccontare una storia personale e umana. Pietà e violenza si intrecciano nello sguardo dell’artista. Sorprendente è la nudità del Pontefice emerito, il corpo di Papa Benedetto XVI risulta infatti denudato, il volto sorride con dolcezza, il busto fa emergere l’umanità creaturale di chi è tornato a essere uomo. L’immagine di una Venere (2018), priva della giovanile venustà, induce il visitatore a riflettere sul valore simbolico della bellezza. D’altro lato incalza una drammatica attualità con la presenza del Figlio Velato (2019), icona simbolica di tragedie senza tempo, cui si connette l’intensa meditazione sul dolore, racchiusa nella desolata monumentalità della Pietà (2021). Ancor prima, l’artista ha proposto un tema svincolato da ogni rapporto con la storia, nel replicare la sequenza del battito cardiaco in Apparato Circolatorio (2017). Palazzo Bonaparte si trasforma inoltre in una vera e propria bottega d’artista: durante i mesi di mostra Jago lavorerà alla sua prossima imponente scultura all’interno della sede espositiva. Saranno anche organizzate visite straordinarie alla mostra, guidate dallo stesso Jago.
L’artista afferma di sé: “mi considero un uomo e uno scultore del mio tempo. Utilizzo il marmo come materiale nobile legato alla tradizione ma tratto temi fondamentali dell’epoca in cui vivo. Il legame col mondo è fortissimo. Guardo a ciò che mi circonda, gli do forma e lo condivido”.
Scultore e comunicatore, Jago incarna la complessa figura dell’artista che ha come mission il dialogo con il mondo. Attraverso le sue opere fornisce al pubblico una lettura personale della storia, utilizzando un materiale nobile e di grande tradizione classica come il marmo, insieme all’adozione della figura umana come soggetto prevalente. L’esposizione JAGO. The Exhibition è prodotta e organizzata da Arthemisia con la collaborazione di Jago Art Studio.

Acquista biglietti

Torna