Luxus. Lo stupore della bellezza

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Un percorso di educazione estetica per comprendere la storia e il concetto di lusso.

 

Questa è la mission della mostra Luxus. Lo stupore della bellezza curata dal professor Stefano Zecchi che rappresenta l’idea del lusso con una esposizione eclettica di oggetti per poter apprendere come esso abbia accompagnato nella bellezza la cultura occidentale in un costante e geniale intreccio con quella orientale.  Una vitale relazione tra antico e moderno, tra tradizione ed innovazione, consente di mettere in mostra l’alto artigianato del lusso attraverso il contributo di originali e suggestive scenografie che esaltano la creatività dei suoi artisti. La Fondazione del Teatro alla Scala, La Fondazione Il Vittoriale degli italiani, la Fondazione Gualtiero Marchesi hanno collaborato attivamente alla realizzazione dell’esposizione, in programma dall’11 luglio fino al I° ottobre nelle Stanze del Principe di Palazzo Reale a Milano, seguendo un percorso che illustra da un punto di vista storico e concettuale i mutamenti dell’idea di lusso.

Nella prima stanza il visitatore viene avvolto dallo stupore che comunica la bellezza alta e preziosa del lusso: procedendo, inizia la sua educazione estetica, un particolare cammino necessario per conoscere la complessità di un’idea che ha accompagnato lo sviluppo della civiltà. La seconda stanza è dedicata al modo originario con cui veniva pensato e rappresentato il lusso: esso fa riconoscere attraverso la suntuosità degli abiti e la simbolicità degli oggetti il potere. La terza stanza racconta la magnificenza di oggetti molto preziosi: un lusso eccezionale ritenuto un tempo irraggiungibile dal comune mortale poi, nel corso della storia, considerato sempre più alla portata di uomini e donne, attraverso il lavoro, la capacità d’impresa, il sacrificio. La quarta sala si trasforma in un  ‘Cinema Paradiso’ con immagini evocative e parole che raccontano al visitatore il percorso della mostra. Nella quinta stanza viene raccontato l’ingresso della civiltà occidentale nell’era moderna, quando la scienza cambia il modo di conoscere il tempo e lo spazio. Il lusso non è solo una questione che riguarda la “materialità” delle cose, esso comprende anche il sentimento, l’emozione con cui si guarda il nuovo mondo. Non si dice che avere tempo è un lusso?. Ecco allora che nella sala successiva, la sesta, la luce irrompe nell’oscurità, e il lusso diventa quell’incantesimo che oltrepassa la notte attraverso una fantasmagoria di immagini luminose in grado di sottrarre l’umanità alla solitudine dell’infinità cosmica.

Nella settima stanza, un giardino segreto accoglie il visitatore con suggestioni che lo fanno riflettere su un mondo naturale da ammirare, da cogliere nella segretezza con cui la bellezza si manifesta e si sottrae alla visione. Siamo ormai nella modernità, e non si può dimenticare la vanità che spesso accompagna le persone nel loro accesso al lusso. Nell’ottava stanza viene perciò allestita la scenografia che venne fatta per la rappresentazione al Teatro alla Scala della Manon Lescaut (regia di Liliana Cavani): una messa in scena per suggerire un’elegante idea con cui si può vivere la vanità del lusso. La nona stanza sollecita il visitatore a riflettere su un antico pensiero che se da un lato condanna il lusso con considerazioni morali, dall’altro è proprio il lusso ad appagare un eterno sogno di voluttà e preziosa bellezza. Una giostra è al centro della decima stanza, dove il lusso, raccontato dalla moda, presenta immagini diverse che si trasformano in un grande gioco di rimandi in cui si confondono illusione e verità. Il visitatore, arrivato fin qui, ricorderà il percorso compiuto che, dalla prima stanza con un lento cammino, lo ha portato ad apprendere quell’educazione estetica necessaria per conoscere il significato di “lusso”. Nella parola “lusso” c’è la radice latina sia del termine “lux” che “luxuria”. Nell’ultima sala, quella cosiddetta delle quattro colonne di Palazzo Reale, il lusso è rappresentato come lux, luce che illumina la conoscenza di quell’universo che riguarda il bello, il gusto ma anche come luxuria, l’eccesso, la sensualità che accompagna il piacere della vita. Lux e Luxuria, sono interpretati attraverso il cibo e il vino, con una grande tavola che esibisce il risotto con la foglia d’oro, tipico piatto famoso nel mondo, di Gualtiero Marchesi e con una grande gabbia d’oro  in cui si avvolge un serpente reticolato.

Grandi statue, abiti e oggetti strani in un tourbillon di immagini e riferimenti dissonanti allestiscono la sala. Alle sue pareti sono proiettati filmati che evocano immagini apollinee e dionisiache di un lusso vissuto come un’esperienza eccentrica, fantasiosa e originale della vita.

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