A LEGACY OF RENTALS Recensione

In mezzo a nomi più noti, lasciatevi consigliare una canzone e un album meno immediati ma di quelli che rimangono, che danno soddisfazione (e che richiedono un po' di impegno).

"Craig chi?"

Qualcuno avrà riconosciuto il cantante degli Hold Steady, che sono già un'anomalia del rock americano: su un impianto di rock classico, un cantato recitato e un approccio narrativo quasi letterario. Sì, usare quest'aggettivo può essere fuori luogo, così come definire un romanzo sia tutto "A legacy of rentals", il  suo nuovo album solista, sia "Messing with the settings", la canzone iniziale. Il rock è rock, la letteratura è un'altra cosa. Certe volte si usano questi termini per dare alla popular music una dignità che ormai si è presa sul campo da tempo: non ha più bisogno di questa legittimazione.

In questo caso è proprio una questione di scrittura: le canzoni di Finn sono gioielli che sembrano scritti come un racconto di Raymond Carver, il nume tutelare del minimalismo. In "Messing with the settings", la voce unica di Finn (mi ricorda quella di Randy Newman) diventa quella di un personaggio che racconta la sua storia con una donna, Rachel e lo fa attraverso piccoli gesti quotidiani e abitudini, e con un ritornello che si alterna al recitato: "At sundown, it feels like I’m riding a train I’m not on", ovvero "Quella sensazione in cui ti sembra contemporaneamente di andare a tutta velocita e sprofondare". Un'elegia per una persona che ora è scomparsa, una che "Ha fatto il meglio che ha potuto con ciò che la vita le ha dato".

"Messing with the settings" sembra il sequel di un'altra non-canzone-capolavoro di Finn, "God in Chicago", dal suo penultimo disco "We all want the same things": un'alternanza di recitato e cantato, con un ritornello stupendo, e grandi personaggi di cui vorresti sapere la storia, sapere come va a finire dopo questi 5 minuti. Canzone da ascoltare ma anche da leggere, con il testo sott'occhio, cosa che ormai le principali piattaforme permettono di fare agilmente e che qua torna utile. 

Un album sulla memoria

Spiega "Craig finn": "La memoria è un tema importante in 'A Legacy Of Rentals'. Questa canzone è letteralmente un'elegia. Musicalmente, esplora davvero il confine tra parlare e cantare, con sezione di archi di che è presente in molte di queste canzoni. Volevo che avesse un aspetto cinematografico, come Via col vento o qualcosa del genere”.

"A Legacy of Rentals è stato in gran parte scritto durante la pesantezza del 2020, all'ombra della pandemia e dell'omicidio di George Floyd avvenuto nella mia città natale di Minneapolis", spiega Finn nelle note che accompagnano la canzone. "Queste canzoni trattano molto della memoria: come ricordiamo le persone scomparse, i luoghi che sono cambiati, i grandi eventi che fanno parte del nostro passato. Riguarda come i ricordi diventano le storie che raccontiamo agli altri e a noi stessi. Riguarda la distorsione che accade alle nostre storie quando allungate dal tempo e dalla distanza".

Le altre canzoni sono più normali, se vogliamo: più cantate e meno recitate, a partire "The amarillo kid" o la "The year we fell behind" - ma come dimostra il titolo bellissimo di quest'ultimo, che già contiene una storia - non cambia l'approccio di Finn al racconto. C'è meno rock rispetto agli Hold Steady, ci sono pezzi più intimi, tra ballate e mid tempo, che ben si adattano a questa forma narrativa. Un album da leggere, oltre che da ascoltare.

(Articolo originale su Rockol.it)

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