BAR MEDITERRANEO Recensione

Il titolo è adatto all’album: è estate, si può immaginare di ascoltare i brani dei Nu Genea seduti comodamente al bancone di un bar su una qualsiasi spiaggia mediterranea, ballando in maniera ‘garbata’, mantenendo stile ed eleganza, facendo una doccia o un bagno in mare se il caldo diventa eccessivo.

“Lounge music”, si sarebbe detto un tempo, immaginandone una fruizione elegante in un’atmosfera da apertivo. Ma sarebbe ingiusto definirla così, perché la musica dei napoletani Nu Genea ambisce ad essere molto altro che “musica da arredamento”.

Meglio, allora, la definizione, vaghissima ma curiosamente centrata, di ‘groove ibrido’ che ne da Apple Music presentando il nuovo lavoro del duo, che lascia aperti i confini ma definisce un’ ambito sonoro nel quale la contaminazione regna sovrana. Se ci è consentito fare una battuta esagerata, “Bar Mediterraneo” è l’album che avrebbe potuto scrivere Lucio Battisti se fosse nato a Napoli e si fosse innamorato della musica africana moderna, tanto è equilibrato il suono, tanto è contemporaneo ma al tempo stesso piacevolmente antico, in ‘canzoni’ che spesso non sono tali.

Certo, l’eredità del miglior suono partenopeo (Senese, Avitabile, Esposito, Daniele…) Lucio Aquilina e Massimo Di Lena se la caricano volentieri sulle spalle, ma la interpretano alla loro maniera, senza nostalgia, con grande intelligenza e con uno sguardo naturalmente internazionale. Come dimostra il loro modo di usare il napoletano, lingua in questo caso perfettamente integrata con il suono, al punto di sembrare spesso africano o inglese, di diventare naturalmente francese o ancor di più “esperanto”, comprensibile al di la delle parole, al di la dei riferimenti geografici, al di la della cultura che in ogni caso rappresenta.

E’ un bell’album insomma, raffinato e godibile in ogni sua parte, elegante e morbido, privo di spigoli ma non privo di tensione, di realtà e di poesia. Un’ottima manifestazione della annunciata ‘Genea’, rinascita, della formazione partenopea.

(Articolo originale su Rockol.it)

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