THE RESURRECTION OF RUST Recensione

"Musica infedele & inchiostro simpatico" di Elvis Costello è uno strano titolo nel vasto catalogo di autobiografie musicali pubblicate nell'ultimo decennio, principalmente dopo il successo di "Life" di Keith Richards.
Declan Patrick MacManus è un affabulatore nato, di persona come nelle sue canzoni (qua l'ultima, recente intervista di Rockol). E lo stesso vale nel libro, anche se procede per strappi e salti, per aneddotti non sempre collegati temporalmente. Anche in questa struttura rivela tutto il suo anticonformismo. E questa strana pubblicazione ne è l'ulteriore prova.

Chi sono i Rusty

Nella biografia le menzioni dei Rusty sono poche: eppure, 50 anni dopo e a pochi mesi dal successo dell'ultimo album, Costello ha rimesso in piedi la band in cui militò da fine '71 al '73 con Allan Mayes. Molte esibizioni dal vivo, anche in posti improbabili, ma nessuna incisione. Come scrive nell'autobiografia:

«Arrugginiti» era probabilmente una descrizione adeguata di come suonassimo, ma ovviamente eravamo convinti che avremmo conquistato il mondo. (...) 
Suonavamo le nostre canzoni ovunque ci chiamassero: pub, locali, perfino una scuola cattolica per ragazze che si chiamava Maria Aiuta i Cristiani, nota anche come «Maria Sfama i Piccioni»

Costello avrebbe debuttato come solista solo 4 anni dopo, con "My aim is true". Figlio di un cantante d'orchestra, cresciuto in mezzo alla musica, esplose sulla scia del punk, ma se ne allontanò subito per una carriera che ha frequentato ogni genere, dal pop al rock alla classica all'r'n'b.

L'operazione di recupero delle origini non è nuova: nel 2008, Tom Petty rimise in piedi i Mudcrutch, la sua prima band: pubblicò ben due album e il secondo nel 2016 fu l'ultima uscita prima della prematura scomparsa l'anno dopo. Costello ha raccontato che la risurrezione dei Rustt è nata da Mayes, che gli ha educatamente chiesto se avesse voluto suonare dal vivo qualche canzone per l'anniversario. Costello ha replicato "Assolutamente no! Facciamo il disco che avremmo inciso a 18 anni, se qualcuno ce lo avesse permesso'"

”Rusty: the resurrection of rust”

Più che un album, un EP, prodotto da Costello insieme a Sebastian Krys (che ha curato gli ultimi suoi dischi), ed inciso con gli Imposters, la band che lo accompagna da anni. Si aggiunge Bob Andrews, tastierista dei Brinsley Schwarz, la band di Nick Lowe che Costello conobbe in quel periodo e che avrà un ruolo importante nella sua carriera: "(What's So Funny 'Bout) Peace, Love, and Understanding" di Lowe è un classico del suo repertorio.

L'EP contiene 23 minuti e sei tracce "tratte dalle scalette dei concerti dei Rusty del 1972". Due originali: "Warm house”  e “Maureen and Sam”, cantata a due voci con Mayes: piacevoli, ma non indimenticabili, come possono esserlo canzoni scritte da ragazzi di 17 anni. Il resto sono cover: due, "Surrender to the rhythm” e "Don't lose your grip on love", sono appunto brani di Nick Lowe, mentre gli altri sono “I’m ahead if I can quit while I’m behind” di Jim Ford e soprattutto un curioso mashup tra "Everybody knows this is nowhere" e “Dance, dance, dance" di Neil Young.

Il risultato è piacevolmente nostalgico: si sente la perizia degli Imposters e di Costello, la cui voce funziona bene con quella di Meyes. Una bella operazione di un artista, Elvis Costello, che in questo periodo è in stato di grazia, dopo il notevole "The boy named if".

(Articolo originale su Rockol.it)

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