Le canzoni di Sanremo 2023 Recensione

Ballate e pop. Amore e depressione. Ritmi musicali e testi introspettivi: le canzoni di Sanremo 2023 viaggiano su diversi binari: molte ballate classiche ma anche ricerca della contemporaneità o sonorità più retrò. Rimane da vedere come queste canzoni verranno trasformate sul palco da orchestra e performance. A un primo ascolto i brani che sono piaciuti di più sono Ariete, Lazza, Levante, l’elettronica di Madame e - tra le proposte più classiche -  Mengoni (che si presenta con un brano apparentemente più minimale); tra i giovani, gIANMARIA e Shari (co-firmata da Salmo).

intanto ecco le prime impressioni all'ascolto - dopo l'anteprima per la stampa dei giorni scorsi.

Ariete - "Mare di guai”

(Testo: Ariete, Calcutta; Musica: Dario Faini, Vincenzo Centrella)
Una delle canzoni più belle, nella sua semplicità: Ariete canta di un tema non originale, una relazione tormentata, ma l’interpretazione è ottima,  c’è la mano di Dardust nell’arrangiamento e nel testo di Calcutta - stessa scuderia di Ariete - che sbarca a Sanremo per interposta persona: “Tu buttati con me/mare di guai non so nuotare in una vasca piena di squali/ piena di squali vestiti da sera/ c'è il mio pezzo preferito e buttati, che la notte è solo un giorno che riposa e ci incontriamo ci cerchiamo nelle strade e nei silenzi di un cielo blu”

Articolo 31 - "Un bel viaggio”

(Testo: J-Ax, Luca Paolo Aleotti, Federica Abbate; Musica Dj Jan, Antonio Colangelo, Daniele Silvestri, Wladimiro Perrini)
Parte voce e piano, poi entrano prima il rap di J-Ax e poi i beat, con un po’ di scratch: un mash-up tra canzone classica e rap old school, con un ritornello che non ti molla. Il viaggio è la storia del duo, il diventare adulti dopo la voglia di rivoluzione da giovani e i contrasti tra i due : “Non volevamo crescere, ma è successo tutto a un tratto e fai tutte le cose che giuravi non avresti fatto. Anche morire giovani non puoi più perché adesso c'hai la family e dipende da te. Non volevamo crescere, che ansia e stress, però è un bel viaggio".

Colapesce e Dimartino - “Splash”

(Testo e musica: Colapesce e Dimartino)
Parte piano, poi diventa un pop raffinato e retrò, che ricorda il primo Max Gazzé. Una canzone meno immediata di “Musica leggerissima”, ma con finale ad effetto: “Ma io/Ma io lavoro per non stare con te preferisco il rumore delle metro affollate a quello del mare/ma che mare ma che mare meglio soli su una nave per non sentire il peso delle aspettative/travolti dall' immensità del blu - Splash!).

Colla Zio - “Non mi va”

(Testo: Colla Zio; Musica: Colla Zio - Giorgio Pesenti )
Sul palco questo brano potrebbe essere un divertente caos -  la canzone è pure un po’ caotica ed è il bello dei Colla Zio: “Poi c'è chi fa sesso, chi wrestling, gli onesti/Molti che prendono in giro se stessi/Ma tu non sei nessuna di questi/ Tu sei come tabacco lo matto uno scacco” ed ancora “Resta qui un'altra notte con me/Resta qui un'altra notte sto male/Non voglio stare male/Cos'hanno più di me?”

Coma_Cose - “L'addio"

(Testo: Fausto Zanardelli, Francesca Mesiano; Musica: Fausto Zanardelli, Fabio Dalè, Carlo Frigerio )
I Coma_Cose fanno i Coma_Cose, con una bella canzone, ma che probabilmente avrà meno effetto sorpresa rispetto a “Fiamme negli occhi”. Raccontano in modo diretto una storia di coppia, questa volta in maniera più intima e meno passionale: “ E sparirò ma tu promettimi che / Potrò sempre ritornare da te/Se mi dimentico me, com’ero/Quando l'orgoglio era ancora intero/E comunque andrà / L'addio non è una possibilità”

Cugini di Campagna - "Lettera 22”

(Testo: Veronica Lucchesi, Dario Mangiaracina; Musica: Veronica Lucchesi, Dario Mangiaracina, Fabio Gargiulo)
Intro vocale, poi si apre come un pop che prova ad essere sia contemporaneo - infatti è scritta da La Rappresentante di Lista - sia retrò. Un ritornello efficace (anche se non particolarmente originale) “Non lasciarmi solo/Non lasciarmi qui”.

Elodie - “Due”

(Testo: Elodie, Federica Abbate, Jacopo Ettorre; Musica: Federica Abbate, Jacopo Ettorre, Francesco Catitti)
I beat iniziali sembrano quelli dei New Order di “True Faith”, poi la canzone diventa un pop dalla struttura complessa, che non rinuncia al ritornello: “E se a quest'ora mi cerchi, perdonami dimmi, come mai?/Baby mi fulmini con gli occhi lucidi/Che rumore fa il silenzio alla fine di tutte le nostre telefonate interrotte? /Sapessi dirti basta ma il cuore danza/Per me le cose sono due/Lacrime mie o lacrime tue”

Leo Gassmann - "Terzo cuore”

(Testo: Riccardo Zanotti, Leo Gassman; Musica: Riccardo Zanotti, Giorgio Pesenti, Marco Paganelli)
Un bell'inizio voce e chitarra, poi si apre, giocando su vuoti e pieno: co-firmata da Riccardo Zanotti dei Pinguini Tattici Nucleari, e si sente, sia nell’arrangiamento che nell’interpretazione: “Quando mi hai letto la mano/Ci hai visto mille problemi e mille guai/Dovevi starmi lontano/Ma mi hai risposto che tu non scappi mai”

gIANMARIA - “Mostro"

(Testo: Gianmaria, Gianmarco Manilardi; Musica: Gianmaria, Gianmarco Manilardi, Vito Petrozzino. Antonio Filippelli)
Parte piano, poi entra la cassa dritta, un suono che cerca la contemporaneità anche nel testo, che parla della diversità “ma che ti sembro un mostro?/guarda che sono a posto/che mi sono perso ero solo distratto da me”: tra i promossi da Sanremo Giovani, una delle proposte più a fuoco.

Giorgia - “Parole dette male”

(Testo: Alberto Bianco, Francesco Rocati; Musica: Alberto Bianco, Francesco Rocati, Massimiliano Dagani, Mario Marcio, Gianclaudio Fracchiolla)
Sonorità anni ’80 con piano elettrico e beat retrò: molto classica, ovviamente pensata per la voce di Giorgia: “Alla fine eri una bella canzone che non si può ascoltare a ripetizione, maledizione/ricordo le ultime parole quelle dette male, maledette”

Gianluca Grignani - "Quando ti manca il fiato”

(Testo e musica: Gianluca Grignani - Enrico Melozzi)
Una power-ballad che ricorda il primo Grignani, con crescendo e forte presenza dell’orchestra. Una dedica al padre, ritrovato dopo anni di lontananza: “Ciao papà o addio papà, questa canzone te la canto adesso, perché tu sappia che ti amo lo stesso. E per il resto ognuno giudichi sé stesso. È questa l’unica legge che conosco e rispetto”.

LDA - "Se poi domani”

(Testo: LDA, Alessandro Caiazza; Musica: LDA, Francesco D’Alessio)
Una (neo)melodia romantica che richiama “Perfect” di Ed Sheeran (che a sua volta richiamava le classic ballate soul); “Oh oh dammi le mani/Ma solo se tu rimani/Sai penso a te/Sai io penso che/Io non dormirò più come prima/Oh oh dimmi che mi ami lo non so se poi domani”

Levante - “Vivo"

(Testo e musica: Levante)
Un inno all’autodeterminazione, con sonorità pop contemporanee, come le migliori cose di Levante: "Vivo come viene/Vivo il male, vivo il bene/Vivo come piace a me/Vivo per chi resta e chi scompare/Vivo il digitale/Vivo l'uomo e l’animale/Vivo l'attimo che c’è/Vivo per la mia liberazione/Vivo un sogno erotico/La gioia del mio corpo è un atto magico".

Lazza – “Cenere”

(Testo: Lazza, Davide Petrella; Musica: Lazza. Davide Petrella, Dario Faini)
Inizio con voci campionate, sonorità elettroniche, cassa dritta e voce in autotune: un buon brano pop in cui si sente la mano di Dardust  - il testo racconta invece un rapporto tormentato “Aiutami a sparire come cenere, mi sento un nodo alla gola, nel buio balli da sola, spazzami via come cenere, ti dirò cosa si prova, tanto non vedevi l'ora, ma verrai via con me”

Madame - "Il bene nel male”

(Testo: Madame; Musica: Madame, Iacopo Sinigaglia (Brail), Nicolas Biasin (Bias))
Un’altra canzone ritmata, con suoni da elettronica raffinata, tra EDM e nomi più di nicchia. Il vecchio e nuovo titolo sono nella stessa strofa: “Ancora tu sei, la puttana che ha ridato un senso ai giorni miei/Nel bene e nel male/Sei bene e sei male/Bene nel bene e nel male”

Marco Mengoni – “Due vite”

(Testo: Marco Mengoni, Davide Petrrella; Musica: Davide Petrella Davide Simonetta)
Un piano rarefatto e la voce, una ballata che nella prima parte gioca sulla sottrazione più che sull’enfasi, poi va in crescendo, con un bell’arrangiamento.  Nel suo genere, è una spanna sopra gli altri - pur con un testo molto classico:  “Se questa è l’ultima canzone e poi la luna esploderà/Sarò lì a dirti che sbagli ti sbagli e lo sai/Qui non arriva la musica/E tu non dormi /E dove sarai, Dove vai/ Quando la vita poi esagera/Tutte le corse gli schiaffi gli sbagli che fai/ Quando qualcosa ti agita / Tanto lo so che tu non dormi dormi dormi dormi dormi mai/ Che giri fanno due vite).

Modà - “Lasciami"

(Testo: Francesco Silvestre; Musica: Francesco Silvestri, Enrico )
Una power ballad in linea con il suono classico dei Modà. Sembra una canzone d’amore ma - specifica la band - si parla di lotta alla depressione “Ho bevuto il veleno e ho capito la parte peggiore di me…/Ma che giorno è? E' il primo giorno senza te…” e ancora “Lasciami... ma fallo in silenzio... lasciami…”:

Mr Rain - “Supereroi"

(Testo: Mr. Rain, Lorenzo Vizzini, Federica Abbate; Musica: Mr. Rain, Federica Abbate)
Inizio drammatico con piano e barre rap, ritornello melodico, con coro di bambini nella parte finale. Nel suo genere,  struttura molto tradizione per una canzone che parla del non avere paura di farsi aiutare nelle difficoltà: “Non puoi combattere una guerra da solo/Il cuore è un’armatura/Ci salva ma si consuma/ A volte chiedere aiuto ci fa paura ma basta un solo passo come Il primo uomo sulla luna” e ancora “Camminerò/A un passo da te/E fermeremo il vento come dentro gli uragani/Supereroi”

Olly - “Polvere"

(Testo: Olly, Emanuele Lovito; Musica: Olly Emanuele Lovito, Julien Boverod )
Un’altra cassa dritta, autotune, un altro testo che parla d’amore ("Facciamo un giro se piove, piove, fino a che/Non ci si bagnerà il cuore, cuore io e te / ma Su di me solo polvere"). Un altro ritornello efficace, ma non memorabile. Da riascoltare sul palco.

Anna Oxa – “Sali"

(Testo: Anna Oxa, Francesco Bianconi, Kaballà ; Musica: Fio Zanotti )
Oxa allo stato puro, con la complicità di Bianconi (Baustelle) e Kaballà: musica drammatica, la voce si dispiega, il testo sembra la trasposizione di uno dei suoi criptici post sui social in cui parla in terza persona:  “Bocche piene di falsità che nutre il mondo/Mani prive di dignità, votate a Dio/Sali, uomo, sali e dimentica/Sali e ritorna alla (tua) nascita/ Occhi dell'ambiguità dei nostri tempi/Vite frammentate senza verità/ Sali, donna, sali e resuscita”.

Paola e Chiara - “Furore"

(Testo: Jacopo Ettorre, Alessandro La Cava, Paola Iezzi, Chiara Iezzi; Musica: Federico Mercuri, Giordano Cremona, Leonardo Grillotti, Eugenio Maimone, Jacopo Ettorre, Alessandro La Cava)
Una canzone che sembra la prosecuzione dei brani più noti del duo (“Festival”, “Vamos a bailar”), con qualche arco anni ’70: “In questa notte di sole/furore, furore/amarsi e fare rumore/nel mio respiro tu senza fermarci più/ballare ancora ballare come se fosse l’ultima”)

Rosa Chemical - "Made in Italy”

(Testo: Manuel Franco Rocati, Paolo Antonacci; Musica: Davide Simonetta. Oscar Inglese)
La quota follia di quest’anno, un triangolo ("Se metterò il rossetto in ufficio lunedì/Da due passiamo a tre/Più siamo e meglio è/ci dicono di no/ e adesso ci lascia fare il sesso (made in Italy") - tra ritmi latini e hyper-pop, con tanto di citazioni ("voglio una vita come Vasco/Stringere la mano a Celentano/ Ti voglio nuda col calzino bianco”).
È pronto a candidarsi a Eurovision per San Marino.

Mara Sattei - "Duemilaminuti"

(Testo: Damiano David; Musica: ThaSup, Damiano Davi, Enrico Brun )
Una ballata molto classica ed efficace, ma anche un po’ già sentita. Scritta con il fratello thasup (ma la sua mano si sente poco) e con il frontman dei Maneskin: “Ho capito che non era amore ma soltanto un gioco che avevi creato per me/ E dimmi se c'è stato amore tra quelle parole/E poi dammi duemila minuti anzi duemila ore/Tu che senza volerlo mi hai insegnato a respirare/Poi sei scappato ed hai rubato tutta la mia voce/Tutta la mia voce".

Shari - “Egoista”

(Testo: Shari; Musica: Riccardo Puddu Shari Noioso, Salmo, Luciano Fenudi)
Una ballata scura con beat, co-firmata da Salmo, si fa notare perché è uno dei pezzi più lontani dagli schemi classici del Festival: “Ci fossi tu qua con me/Mi sentirei un po' meno egoista/Mentre stappo 'sta birra che sa di the/Tu qua con me saresti un po' meno egoista/Prendi in mano la vita un po' com’è"

Sethu - "Cause perse"

(Testo: Sethu; Musica: Jiz)
Inizio quasi punkeggiante, ritmato, con una bella interpretazione che fa venire alla mente Blanco e un ritornello che funziona: “E io sto da solo con il cuore a metà/Siamo due cause perse/Me lo dicevi sempre/Ho messo i tappi alle orecchie/Siamo due cause perse”.

Tananai - “Tango"

(Testo: Tanani, Paolo Antonacci, Alessandro Raina, Davide Simonetta; Musica: Tananai, Davide Simonetta)
All’opposto di “Sesso occasionale”, Tananai sceglie quest’anno una dimensione più riflessiva e romantica, con una ballata tutto sommato classica con qualche coloritura più elettronica nell’arrangiamento: "Amore, tra le palazzine a fuoco/La tua voce riconosco/Noi non siamo come loro/ È meglio che non rimani qui/Io tornerò un lunedì/Ma non è mai lunedì”

Ultimo - “Alba"

(Testo e musica: Ultimo)
Il più classico Ultimo: parte piano e voce, poi costruisce e gioca sulle dinamiche e sul pathos interpretativo: “Amo l'alba perché è come fosse solo mia mi rilassa respirare l'aria pure tua/amo l'alba perché è come fosse una bugia mi rilassa quanto basta, ma tu poi vai via” e poi ancora “Saremmo certo più distanti, ma più simili e avremmo dentro noi perenni brividi t'immagini se tutto questo fosse la realtà?”. Non sorprende, ma a modo suo è perfetta per essere portata sul palco.

Will - “Stupido"

(Testo: Will ; Musica: Simone Cremonini, Andrea Pugliese)
Un’altra power ballad romantica ma con strofe rappate che però mel calderone rischia di perdersi:“Ma a volte io mi sento stupido volevo tutto il pianeta stringerlo in una mano volevo fare il poeta, ora l'essere umano, e divento pure un po' banale come dirti che se non ci sei non so che fare e poi ti chiamo subito ma dubito che tu voglia rispondermi ora che non sei più parte di me”.

(Articolo originale su Rockol.it)

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