ELEPHANTS ON ACID Recensione

di Daria Croce/Andrea Valentini

I Cypress Hill sono tornati con la formazione al completo... e il risultato si sente. “Elephants On Acid” è un mix di suggestioni arabeggianti, sitar, influenze orientali, accenni vintage. Il tutto guidato dal grande burattinaio dei campionamenti, DJ Muggs, che mancava dai tempi (d’oro) di “Till Death Do Us Part” del 2004.

Il flow di B-Real e Sen Dog scorre lungo le 21 tracce di un disco che sembra restituire nuova linfa ai Cypress Hill. Dopo una partenza decisamente più slow e ricca di contaminazioni esotiche (l’intro “Tusko”, “Band of Gypsies”, “Jesus Was a Stoner”), si passa alle ritmiche più scanzonate che hanno caratterizzato lo stile della band. In un attimo, ascoltando “Oh Na Na”, “Reefer Man” o “Crazy”, torniamo ai vecchi fasti divertenti di “Insane in the Brain”.

Pare che DJ Muggs sia stato in giro parecchio, scegliendo anche location bizzarre per alcune registrazioni, dall’Egitto alla Giordania.
Psichedelico e visionario già dalla copertina - che ritrae una specie di Ganesh in versione allucinogena, ispirato a un sogno in cui Muggs si era immaginato con una testa di elefante - “Elephants On Acid” è il classico album che ti aspetti dai Cypress Hill, ma con un twist psych intrigante. E DJ Muggs stesso commenta:

Il rock psichedelico e la roba del genere mi hanno influenzato molto. L'ho ascoltato da quando ero bambino, prendendo i dischi dalla collezione di mia mamma e mio zio... avevo già deciso il titolo di questo disco e da quello ho costruito un sound che gli si adattasse. Un suono che ti fa sentire come se fossi strafatto, ma senza avere preso nessun allucinogeno.

E, infatti, l'album è condito con sitar, chitarre, organi, tempi che richiamano i brani dell'epocale raccolta "Nuggets" (quella firmata da Lenny Kaye). E poi c'è quel rap condito dall’immancabile ganja, da sempre Nostra Signora delle loro pubblicazioni e protagonista delle rime di B-Real e Sen Dog.

Il risultato è un disco che scorre fluido dalla prima all’ultima traccia e le nuove sonorità non possono che arricchire il bagaglio dei Nostri.

(Articolo originale su Rockol.it)

Torna

Tutto su Cypress Hill