TERAPIA DI GRUPPO Recensione

In un periodo di forti cambiamenti sociali, personali e musicali, abbiamo sentito l’esigenza di esprimerci con un nuovo album dal sapore più soul. La collaborazione con Davide è nata in maniera naturale e ne è uscito “Terapia di gruppo”, un lavoro che ci piace definire “a più cuori”, fatto di condivisione e confronti, dove il nostro sound si amalgama con melodie e immagini che sfogano le insicurezze, la rabbia e l’amore di ognuno di noi.

Loro sono i Funk Shui Project, collettivo di musicisti e produttori torinesi attivo dal 2008. Dopo l’omonimo disco d’esordio datato 2014 e realizzato con il nostro amato Willy Peyote, i FSP tornano con un nuovo lavoro, undici pezzi questa volta ben supportati dalla voce del palermitano Davide Shorty in un sodalizio senza dubbio vincente. Sodalizio integrato ed impreziosito dai featuring di Tormento in "Fuori di Noi”, Hyst in “Enigmatica” e Godblesscomputer nel pezzo necessariamente più elettronico del lotto, “Interlude”. Atmosfere dilatate e una maggiore propensione al soul sono però il marchio di fabbrica di questo lavoro caratterizzato da un flow costante e molto elegante, impreziosito da basi essenziali ma complete, direi quasi vecchia scuola.

Undici "sedute" di gruppo, undici diverse prospettive su amore e dintorni si trasformano un disco attraverso cui gli artisti esorcizzano insieme problemi e riflessioni sentimentali. 

Tra J-Dilla e Piero Umiliani, influenze dichiarate, con un tocco alla Casino Royale prima maniera e spruzzate jazz, i Funk Shui Project mettono sul piatto un lavoro davvero solido, molto ben prodotto (uno dei lavori migliori che ho sentito quest’anno) e registrato. Pezzi come “Dormi”,  “Come si fa”, la fumosa, quasi noir “Questa stanza mi consola” e il funk incessante dell’ottima, beh… “Viaggio funk”, possono davvero fare la differenza in un disco fatto da musicisti veri, dotati di buon gusto e parecchie idee.

(Articolo originale su Rockol.it)

Torna

Tutto su Funk Shui Project