Tha Carter V Recensione

Alla fine, Lil' Wayne ce l'ha fatta. Dopo vari ripensamenti e battaglie legali, "Tha Carter V" è finalmente uscito. Il disco è il dodicesimo album in studio del rapper e arriva a distanza di cinque anni da "I am not a human being" e a tre da "Free weezy album" (che però fu pubblicato solamente in streaming, su Tidal). "Tha Carter V" ha avuto una lunghissima gestazione: Lil' Wayne ha iniziato a lavorarci nel 2012 (pensandolo come il suo ultimo album - poi, aveva fatto sapere lui, si sarebbe ritirato dalle scene) e il disco era pronto per essere pubblicato già nel 2013. Poi, però, i piani del rapper sono stati mandati all'aria dalla polemica contro la sua ex etichetta discografica, la Cash Money: "Si sono rifiutati di pubblicarlo. Sono un prigioniero, non è colpa mia. Quello che voglio fare è lasciare questa etichetta e smettere di avere a che fare con questa gente, ma purtroppo non è così facile come sembra", twittò Lil' Wayne nel 2014. Alla fine l'album ha raggiunto il mercato per la Young Money Entertainment, l'etichetta da lui stesso fondata nel 2005 (un marchio Cash Money), distribuita dalla Universal.

Dal 2012 ad oggi, mentre era impegnato a discutere con i suoi ex discografici, Lil' Wayne non è rimasto con le mani in mano: nel 2015 ha pubblicato, appunto, "Free weezy album" (che anche se è uscito solo su Tidal rappresenta comunque un capitolo della sua discografia), nel 2016 ha pubblicato con 2 Chainz l'album "ColleGrove", nel 2017 è stata la volta dell'Ep "In tune we trust".
In tutto questo, ha continuato a lavorare anche alle tracce di "Tha Carter V", apportando modifiche e correzioni. L'album raccoglie la bellezza di 23 (!!!) tracce nate nel corso di questi sei anni, le cui lavorazioni hanno visto Lil' Wayne collaborare con 28 diversi produttori: tra questi anche DJ Mustard (2 Chainz, B.o.B., Tu Dolal Sign, ASAP Ferg), Infamous (Drake, Jay-Z) e Swizz Beatz (Beyoncé, Kanye West).

"Tha Carter V" è un disco che mischia tra loro tutte le varie sfaccettature dell'hip hop statunitense. Ci sono pezzi che guardano all'età d'oro del genere, ma anche tracce che invece si lasciano ispirare dai luoghi comuni della nuova scena, la trap e l'emo rap. Basti dare un'occhiata alla lista degli ospiti, per capire che dentro questo disco convivono passato, presente e futuro del genere: in "Don't cry" c'è il compianto XXXTentacion, in "Dark side of the moon" c'è Nicki Minaj, in "Mona Lisa" c'è Kendrick Lamar, in "Dope niggaz" c'è Snoop Dogg.

Anche per questo motivo, più che ad un vero e proprio disco, "Tha Carter V" rischia di somigliare ad una playlist - e la durata totale, 87 minuti e 43 secondi, potrebbe farlo risultare un po' indigesto.

(Articolo originale su Rockol.it)

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