Voodoo Lounge Uncut (Dvd+2Cd) Recensione

“E adesso, una cosa che non abbiamo mai fatto prima”, scherza Mick Jagger prima di lanciarsi in una versione piena di soul di “Satisfaction”. È il 25 novembre 1994 e i Rolling Stones si esibiscono allo stadio Joe Robbie di Miami, Florida. Sono nel bel mezzo di un tour mondiale gigantesco, il primo senza Bill Wyman al basso. Un anno dopo si faranno i conti e si scoprirà che il Voodoo Lounge Tour ha fatto registrare l’incasso più alto della storia del pop, 320 milioni di dollari, e che la band inglese ha suonato di fronte a quasi 6 milioni e mezzo di persone nel mondo, altro record. Due terzi del concerto di Miami era stato diffuso all’epoca in videocassetta e DVD. Per il mercato del CD era stato invece pensato “Stripped”, che mostrava un’altra faccia degli Stones: non i rocker da stadio, ma i musicisti che imbracciano strumenti acustici in un club.

Questo per dire che “Voodoo lounge uncut” rappresenta una buona occasione per ascoltare e vedere gli Stones di metà anni ’90, alle prese con un’idea di concerto spettacolare. È anche un modo per godere di quello show in versione rimasterizzata e remixata, con la scaletta finalmente completa e le canzoni mancanti dalle vecchie edizioni. Esce in sei formati: 2 CD + DVD, 2 CD + Blu-Ray, 3 LP 180g, DVD, Blu-Ray, digitale. Le versioni video includono cinque pezzi filmati durante lo stesso tour al Giants Stadium, nel New Jersey, tutti titoli non eseguiti a Miami: “Shattered”, “Out of tears”, “All down the line”, “I can’t get next to you”, “Happy”.

Nel 1994 gli Stones, con Darryl Jones al basso, avevano ritrovato la propria voce abbinando dischi d’impostazione per così dire neo-classica e concerti negli stadi con una formazione rafforzata dai coristi Bernard Fowler e Lisa Fischer, dalla sezione fiati di quattro elementi guidata da Bobby Keys, dalle tastiere rétro di Chuck Leavell. Era il vecchio rock che si prendeva una sonora rivincita dopo i traballanti anni ’80. Dentro e dietro “Voodoo lounge uncut” c’è questo e altro. C’è una band ancora piena d’energia che macina ritmi e riff e dà al pubblico quel che il pubblico vuole: tanti classici, qualche pezzo meno noto del passato, poche canzoni recenti, un pugno di cover. Il suono è grezzo, da bootleg ufficiale specie per quanto riguarda la batteria, con le chitarre elettriche tenute stranamente basse nel mix in alcune canzoni.

Oggi i Rolling Stones aprono i concerti con “Start me up” o “Sympathy for the devil”, a Miami iniziano con l’omaggio al Buddy Holly di “Not fade away”, cover che esattamente trent’anni prima li aveva portati in vetta alla classifica americana. Mick Jagger canta e introduce le canzoni, a volte col fiatone dopo avere scorrazzato sul palco. Keith, come sempre un po’ sgraziato, prende il microfono in due occasioni. La band è a tratti un po’ “seduta” e qua e là sembra suonare col pilota automatico, ma non mancano momenti eccitanti come la jam di 9 minuti basata su “Miss you” o il finale di “Monkey man” con gli acuti di Lisa Fischer e del sax di Bobby Keys.

Sheryl Crow sale sul palco per duettare in “Live with me” sforzandosi inutilmente di usare il suo registro più alto. “Ho dimenticato di darle i fiori, che penserà di me?”, chiede Mick Jagger alla fine dell’esecuzione. Robert Cray si unisce alla band per “Stop breakin’ down blues” di Robert Johnson, mentre Bo Diddley rifà la sua “Who do you love?”. La band, spiega Jagger, aveva condiviso con lui, gli Everly Brothers e Little Richard il primo tour nel 1963, 60 concerti in 30 località inglesi nell’arco di 36 giorni. A un certo punto, il quintetto base si trasferisce sulla passerella che s’allunga in platea per un intermezzo acustico di tre canzoni che comprende una versione amabilmente imprecisa di “Dead flowers”.

“Voodoo lounge uncut” ha tutta l’aria d’essere una festa celebrata di fronte a oltre 55 mila persone, senza la tensione e l’euforia che fanno grande questa musica. È il rock che diventa fenomeno ecumenico. Con le tournée degli anni ’90, i Rolling Stones conquistavano anche chi non li aveva mai visti prima, persino per chi li aveva snobbati e magari criticati. Lo spiega in qualche modo l’attrice Woody Goldberg che a inizio concerto presenta la band “che i nostri genitori ci hanno detto di non ascoltare”, quegli stessi genitori “che probabilmente stasera sono qui”.

TRACKLIST
CD 1
Whoopi Goldberg Intro
Not Fade Away
Tumbling Dice
You Got Me Rocking
Rocks Off
Sparks Will Fly
Live With Me
(I Can’t Get No) Satisfaction
Beast Of Burden
Angie
Dead Flowers
Sweet Virginia
Doo Doo Doo Doo Doo (Heartbreaker)
It’s All Over Now
Stop Breakin’ Down Blues
Who Do You Love?

CD 2
I Go Wild
Miss You
Honky Tonk Women
Before They Make Me Run
The Worst
Sympathy For The Devil
Monkey Man
Street Fighting Man
Start Me Up
It’s Only Rock’n’Roll (But I Like It)
Brown Sugar
Jumpin’ Jack Flash

(Articolo originale su Rockol.it)

Torna

Tutto su Rolling Stones