Joni 75: A Birthday Celebration Recensione

Questo album provoca una sensazione strana: un misto tra gioia e tristezza, piacere e dolore, un po' come le foto di Joni Mitchell che ogni tanto compaiono dopo l'ictus del 2015: la vediamo in ripresa, ma fragile. Siamo grati di avere ancora tra noi quella che probabilmente è la più grande cantautrice di tutti i tempi - ma sappiamo ache quell'artista non c'è più - e da molto tempo. La grandezza artistica di Joni Mitchell sta anche nell'avere scelto la sua strada, mai quella del music business; nell'avero messo davanti la sua creatività ad ogni cosa - tant'è che dal 1998 al 2015 ha pubblicato solo 4 album, di cui due soli di inediti, di cui l'ultimo, "Shine" nel 2007.

Nel 2018 si è svolto un concerto-tributo per il suo 75° compleanno: al  Music Center di Los Angeles il 6 e il 7 novembre 2018 si sono ritrovati amici e compagni storici come James Taylor, Grahm Nash e  Kris Kristofferson,  Emmylou Harris e Seal (che aveva duettato con lei nel 1994) e discepoli più recenti Brandi Carlile, Glen Hansard, Norah Jones, Chaka Khan, Diana Krall, Rufus Wainwright.

Ci sono cose belle e altre meno belle, tra le 16 canzoni: c'è una stupenda versione di "Coyote" ad opera di Glen Hansard, che metta la sua intensità in uno dei brani più belli del repertorio della Mitchell. C'è Rufus Wainwright, che rilegge in maniera perfetta "All I Want" e "Blue". E' brava persino Diana Krall, alle prese con "Amelia" - in passato aveva massacrato "A case of you", rileggendola in maniera algida, qua invece è più calda. A proposito di "A case of you": qua viene riletta da Kris Kristofferson, con la voce rotta dall'emozione: anche qua, un misto di tristezza e commozione - la stessa che si prova sentendo Graham Nash cantare "Our house", l'unica canzone non della Mitchell nel disco (ma inserita perché venne scritta quando i due vivevano assieme nel Laurel Canyon).  Impeccabile James Taylor, ovviamente, alle prese con "River" e "Woodstock".

Insomma, non sappiamo se consigliarvi questo album o no: per la qualità musicale, per il repertorio, per la commozione: è un bel disco, che però appunto porta con sé una buona dose di tristezza, appunto... 

(Articolo originale su Rockol.it)

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