Booriana Recensione

Poche settimane fa, La Lettura del Corriere della Sera ha pubblicato una mappa dei rapper di Milano, quartiere per quartiere. Se qualcuno dovesse disegnarne una per l’Italia, in Sardegna comparirebbe En?gma, nome d’arte di Francesco Marcello Scano, classe 1988, da Olbia. È in giro da una decina d’anni e in “Booriana”, il suo sesto album (senza contare gli EP), ha messo i suoi pensieri nomadi, le fotografie di una nazione e persino un pezzo sull’immigrazione. Il tutto con l’aiuto di un bel gruppo di ospiti fra cui Emis Killa, Shade, Ghemon, Inoki, Tormento, Anagogia.

Inizia col botto, “Booriana”. Inizia con il singolo “Misunderstanding”, base potente e accessibile, parole di fuoco su quest’Italia, dai governanti (“Fanno i politici o gli influencer?”) agli utenti dei social (“Fanno due foto e sono modelle”), dal caso Cucchi al crollo del Ponte Morandi. Anche En?gma si vanta del flow, ma a differenza di tanti colleghi è uno che prende posizione. “Il mio credo” canta “mette a testa in giù a Loreto tutta Casapound”.

En?gma rappa in modo aggressivo, a muso duro. Non taglia i ponti con la vecchia scuola hip-hop, conosce storia e attualità. Fieramente indipendente, lontano dagli eccessi, dice che “la fame del sapere non regala la fama”. E in “Indifesi” scrive dal punto di vista di un migrante. “In Libia ho messo in gioco la mia vita / Scappare oppure morire suicida / Accetto la sfida / Mercante, sono pronto pure a darti la mia carne, una libbra”, canta citando Shakespeare. Sì, Shakespeare, non Balenciaga.

En?gma rappa che “è facile essere populisti per diventare popolari” e che “la mia droga sono le rime, gli affetti e lo sport”. Concepisce il disco come una specie di pioggia purificatrice – si veda l’immagine di copertina – e mette a punto le basi, con Kaizén, strizzando l’occhio alla vecchia scuola, quella che partiva d un campionamento e lo arricchiva per moltiplicarne l’espressività. In cerca della tempesta perfetta.

(Articolo originale su Rockol.it)

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