Beautiful Sadness Recensione

Fil Bo Riva è il nome d’arte di Filippo Bonamici, ma, in realtà, dietro quello pseudonimo, oltre a lui, in un certo senso, si nasconde anche il suo ‘partner in crime’ Felix A. Remm, che è un qualcosa di più del suo chitarrista. Filippo, poi, è in tutto e per tutto italiano, di Roma per la precisione, ma la sua residenza è lontana dai nostri confini ormai da molti anni: prima, per motivi di studio ha soggiornato a Dublino (Irlanda); poi, dal 2012 fa base a Berlino (Germania) dove tuttora vive e lavora. E ancora: la lingua che Filippo ha scelto per esprimersi e dare parole alla musica non è quella natia, bensì l’inglese. Sfruttata sia per la sua prima incisione, l’EP “If You’re Right, It’s Alright”, pubblicato nel 2016, che per la quasi totalità di “Beautiful Sadness”, suo album d’esordio, dove solo in “L’impossibile” - anche se non in tutta la sua totalità, ma limitatamente al ritornello – fa capolino l’idioma natale. Quindi l’artista Fil Bo Riva ha una parabola musicale che ha il suo abbrivio a Berlino ed ha un respiro pienamente europeo, così come sono state europee le sue formative esperienze dal vivo nel circuito dei festival.

La ‘bella tristezza’ propugnata da Fil Bo Riva affonda le sue radici nell’indie folk/pop/rock respirato, ammirato ed, evidentemente, anche molto amato negli anni trascorsi a Dublino. Non senza dimenticare quel pizzico di soul, di anima, di cui è intriso fin dentro le fondamenta la capitale irlandese. A questi ingredienti, ascoltando il disco, si aggiunge la melodia, contenuta da sempre nell’italico dna, che tutto il mondo ci invidia. Sono tredici le canzoni che compongono “Beautiful Sadness”. Quindi, non un disco usa e getta. Un disco corposo che merita un ascolto attento. Un disco principalmente per chitarra e voce che si apre con la acustica intro “Sadness” per chiudersi, una cinquantina di minuti più tardi, con l’altrettanto acustica e strumentale outro “Beautiful”. A conquistare l’attenzione, sopra le altre, sono soprattutto l’arioso indie pop di “Time Is Your Gun” che confluisce nella bella “Radio Fire” e “Go Rilla”, uno dei singoli scelti per presentare il disco e probabilmente il brano più radiofonico e trascinante dell’intero album. E’ l’amore l’architrave di questo disco (“Radio Fire”, “Baby Behave”, “L’over”) e, per confermare l’assunto che vuole l’arte direttamente collegata alla vita, Filippo dice di avere scritto di cose che stava vivendo, delle esperienze, belle e meno belle, che stava avendo con la sua ragazza.

“Beautiful Sadness” ha la particolarità di essere un progetto nato, cresciuto e sviluppato all’estero di un artista italiano. Un esordio che merita un applauso convinto e che ben promette per il cammino futuro. Senza volerlo anticipare, questo futuro, che potrebbe anche non giungere mai, e augurando a Filippo quanto di meglio si possa augurare, un domani sarebbe molto curioso scoprire come potrebbe funzionare, dato il suo background internazionale, un suo album con i testi in italiano. Fino a quel giorno godiamoci “Beautiful Sadness” e Fil Bo Riva.

(Articolo originale su Rockol.it)

Torna

Tutto su Fil Bo Riva