Labrinth, Sia & Diplo Present… LSD Recensione

Psichedelia per un mondo digitale. Un trio all star senza frontman. Divertimento ad alto tasso di expertise. L’album del gruppo formato da Labrinth, Sia e Diplo è questo e altro ancora. Eppure, fra canzonette ammiccanti e dettagli musicali fantasiosi, fra beat elettronici e melodie appiccicose, il risultato non è maggiore della somma delle parti. “LDS” scorre piacevolmente, ma è tutto tranne che sorprendente. Succede, e spesso, con i supergruppi.

Riassunto per i più distratti. L’australiana Sia è una delle autrici e interpreti pop più rilevanti degli ultimi cinque anni (abbondanti). L’americano Diplo è un produttore estremamente influente e incline alle collaborazioni, vedi Jack Ü, Major Lazer, Silk City. L’inglese Labrinth è il meno noto dei tre pur essendo finito sotto l’ala protettrice di Simon Cowell e pur avendo collaborato come autore e produttore con Ed Sheeran, The Weeknd, Nicki Minaj. Le iniziali dei loro cognomi compongono la sigla LSD e la loro pillola musicale, poco più di mezz’ora di musica registrata in parte nella piscina dell’inglese, offre un piccolo viaggio in un mondo colorato.

Annunciato un anno fa dal video animato di “Genius” che rimandava all’immaginario sballato e assieme naïf di “Yellow submarine” dei Beatles, il progetto nasce dalla collaborazione fra Sia e Labrinth per il secondo album di quest’ultimo. Da allora, il gruppo ha pubblicato altri tre singoli, “Audio”, “Thunderclouds”, che resta una delle sue cose migliori, e “Mountains”. L’album offre solo sei pezzi nuovi, che diventano quattro se non si contano il remix di Lil Wayne di “Genius” e i due minuti introduttivi di “Welcome to the wonderful world of” in cui i tre promettono di farci navigare lungo torrenti di ecstasy – o di estasi.

Le quattro canzoni edite rappresentano il cuore dell’album, nel senso che sono raggruppate più o meno a metà scaletta. Fra i pezzi nuovi spiccano nel finale la melodrammatica “Heaven can wait”, una specie di musical digitale che lambisce il kitsch, e la ballata “It’s time” che conferma ancora una volta le doti di Sia, la sua forza espressiva, la sua assoluta originalità, e dove Labrinth cerca il suo registro più alto in una specie di gospel delicato e dall’esito magnificamente incerto.

“LSD” contiene sprazzi di musica giocosa ed euforica. Nei momenti peggiori, però, offre pop globalizzato, qualche composizione debole e più d’un ritornello talmente elementare da sfiorare la scemenza. Sono 30 minuti d’intrattenimento leggero, ma anche i pezzi peggiori hanno particolari vocali o musicali sfiziosi. Siamo noi che speravamo di navigare su quel torrente di ecstasy ammirando fiori di cellophane e cieli di marmellata.

TRACKLIST
Welcome to the wonderful world of
Angel in your eyes
Genius
Audio
Thunderclouds
Mountains
No new friends
Heaven can wait
It’s time
Genius (Lil Wayne remix)

(Articolo originale su Rockol.it)

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