Quickies Recensione

The Magnetic Fields è il nome dietro il quale si cela il progetto musicale del bostoniano Stephin Merritt, un progetto che il prossimo anno andrà a festeggiare i trent'anni di vita. In questi trenta anni sono dodici, incluso l'ultimo nato "Quickies", gli album che Merritt e i suoi compagni si sono messi alle spalle. Si dica immediatamente – a favore di chi non avesse familiarità con la discografia del gruppo – che una certa originalità è parte integrante delle loro peculiarità. Merritt è artista estemporaneo, geniale, che al suo impegno con la musica affianca quello per il teatro e la letteratura. Nel precedente, album quintuplo, "50 Songs Memoir", pubblicato nel marzo 2017, per portare un esempio della sua singolarità, aveva trasposto in cinquanta canzoni la sua autobiografia dedicandone una ad ogni anno della sua vita. "Quickies", per non essere da meno quanto a originalità, si compone di 28 canzoni molto brevi, alcune, infatti, non raggiungono il minuto di durata, mentre le più lunghe gravitano intorno ai due minuti e mezzo.

Le canzoni, come suggerito dal titolo, sono state fatte in velocità, senza (apparentemente) dare loro la dovuta cura. Dietro al microfono oltre alla profonda voce di Stephin Merritt, si alternano quelle, femminili, di Shirley Simms e Claudia Gonson. Come negli altri album dei Magnetic Fields anche in questo trovano spazio un grande numero di strumenti musicali suonati – alcuni davvero curiosi, come una scatola di sigari usata per le percussioni e un'altra combinata come un violino (li si possono vedere sulla copertina) - dai nove musicisti coinvolti nella realizzazione. Queste le parole usate dal 55enne Stephin Merritt per spiegare come gli è balenata l'idea per il nuovo album: "Recentemente ho ascoltato un sacco di musica barocca francese suonata con il clavicembalo. Il clavicembalo non si presta al languore. Così ho iniziato a pensare a uno strumento alla volta, che suona per circa un minuto e poi si ferma e ho incominciato a scrivere testi lunghi solo un paio di strofe. Inoltre, ho iniziato a utilizzare un sacco di piccoli quaderni per appunti, così da avere solo uno spazio molto ridotto prima di arrivare in fondo alla pagina. Ora che sto già lavorando al prossimo album, mi sto sforzando di usare quaderni più grandi, così che non possa fare una nuova versione di Quickies!".

Nelle canzoni di "Quickies" si ritrovano il sarcasmo, l'ironia, lo sguardo ora divertito ora malinconico, se non addirittura senza speranza che Stephin Merritt applica alle cose della vita. Canzoni dai titoli intriganti come "The Best Cup of Coffee in Tennessee", "She's got the biggest tits in history", "I've Got a Date With Jesus", "The Day the Politicians Died", "Let's Get Drunk Again (And Get Divorced)" che in poche parole raccontano delle storie o sviluppano dei concetti. Durante l'ascolto a volte ci si ritrova presi da un gradevole entusiasmo, altre volte si è meno coinvolti, ma sempre stando schierati dalla loro parte. Un'esperienza paragonabile alla lettura di un libro di racconti brevi. Per non avere dato loro la necessaria cura, i ventotto brani di "Quickies" possiedono una freschezza invidiabile. Dopo trent'anni i Magnetic Fields mantengono intatta la loro magia.

(Articolo originale su Rockol.it)

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