W Recensione

Sulla copertina è immortalata una festa popolata da colorati avatar danzanti fra cui si possono riconoscere icone come Grace Jones, Missy Elliott, Loredana Bertè, RuPaul, Aaliyha e Amanda Lea. “W”, inziale di Women, è l’opening party di un mondo che ha superato una crisi drammatica e si ritrova trasformato. Un mondo in cui la musica pulsa, sprigiona sensualità e femminilità attraverso testi carichi di erotismo. Un omaggio a un universo femminile libero: donne che cantano, scrivono, compongono, suonano. Vengono dall’Italia, dal Giappone, ma anche dall’Argentina, dal Brasile e dal Messico. E così il dj e producer salentino Populous, all’anagrafe Andrea Mangia, in ognuna delle dieci tracce del suo nuovo album, si fa accompagnare da artiste indipendenti: Sobrenadar, Kaleema, Sotomayor, Emmanuelle, Barda, Weste, Cuushe e le italiane M¥ss Keta, LIM, Matilde Davoli e Lucia Manca. Con cinque album all’attivo, l’esordio risale al 2003, nel corso della sua carriera Populous si è voluto imporre come artista trasversale capace di dire la sua anche a livello internazionale grazie alla capacità di esplorare diversi generi musicali.

Rispetto alle ritmiche afro e al groove della cumbia sudamericana dei precedenti “Night Safari” e “Azulejos”, “W” è una sfida al dancefloor in cui la dinamicità e il ritmo fanno da padrone. L’album è concepito come un grande rituale di liberazione: “Desierto”, la traccia che apre il disco realizzata con l’artista argentina Sobrenadar, è la sognante porta d’ingresso alla cerimonia, il momento in cui si assume la bevanda lisergica che rivela subito i primi effetti. Le melodie dream pop si mischiano poi a ritmi caldi in “Soy Lo Que Soy”, realizzata in collaborazione con i Sotomayor, duo elettronico messicano. “House Of Keta” è una passerella musicale perfetta per M¥ss Keta: “nasce il giorno dopo il Milano Pride 2019 come in un'immaginaria riunione della massoneria queer”, racconta il producer.

Si balla spensierati su pezzi come “Petalo”, traccia con il featuring dei Weste, da cui emerge l’unicità di ogni individuo al di sopra di qualsiasi categorizzazione. Dopo Kaleema (termine zulu che significa “colei che danza”), presente in “Fuera De Mi”, ecco un’altra figura femminile di danzatrice semidivina in “Out of space”, con il featuring della polistrumentista giapponese Mayuko Hitotsuyanagi in arte Cuushe. La musica suscita immagini in cui la sacralità del Medio Oriente si fonde a ritmi avvolgenti, come se si stesse ballando a piedi nudi in un giardino zen. “Getting Lost”, è un inno dolce al perdersi, un brano che vede la complicità di LIM, progetto curato da Sofia Gallotti. “Roma”, la traccia conclusiva dell’album, è una corsa house psichedelica, un omaggio all’omonimo film di Cuarón. La voce della cantautrice Lucia Manca si inserisce sui battiti sonori: “Volevo solo andare via da qui…e quando mi hai chiesto dove sarei andata, ho risposto Roma”.

Tracklist:
01 - Desierto (with Sobrenadar)
02 - Soy Lo Que Soy (with Sotomayor)
03 - Flores No Mar (with Emmanuelle)
04 - Fuera De Mi (with Kaleema)
05 - HOUSE OF KETA (with MYSS KETA, Kenjii, Riva & Protopapa)
06 - Banda (with Barda)
07 - Petalo (with Weste)
08 - Out Of Space (with Cuushe)
09 - Getting Lost (with L I M)
10 - Roma (with Lucia Manca & Matilde Davoli)

(Articolo originale su Rockol.it)

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