I Never Loved a Man the Way I Love You Recensione

Predestinata alla gloria e all’infelicità, Aretha nasce nel 1942, seconda figlia del reverendo C.L. Franklin, pezzo grosso della musica sacra afroamericana noto come l’uomo “con la voce da un milione di dollari”. Da un lato cresce (complice la fuga da casa della madre Barbara) abbandonata a se stessa, dall’altro circondata da celebrità e sono leggende del gospel come Mahalia Jackson, Marion Williams e Clara Ward a farle da balie, mentre tal Sam Cooke la elegge poco più che bambina a confidente.

Quattordicenne, ha già dimestichezza con il pubblico. Presso quella New Bethel Baptist Church di Detroit di cui il padre è pastore registra per la Chess un LP che lascia stupefatti per l’intensità di interpretazioni in cui risuonano con forza estasi e dolore, gioia, passione e una pensosa maturità, come se quella ragazzetta avesse già vissuto cento vite e cercasse di trasmetterne l’essenza trovando nel contempo una redenzione. Nel 1961, persuaso di avere scovato “la nuova Billie Holiday”, John Hammond la mette sotto contratto per la Columbia, ma i sette anni trascorsi là saranno poco proficui per la Franklin, malservita da materiali indecisi fra jazz e pop.

Il suo talento sboccia viceversa all’improvviso in questo esordio per la Atlantic inaugurato da una trasfigurazione della "Respect" di Otis Redding ora duplicemente inno, femminista e di consapevolezza nera. Il disco contende proprio a OTIS BLUE la nomea di migliore album soul del decennio ed è perfetto nel suo svariare fra sensuali blues e struggimenti spiritual, passi funk e scivolate nel country, esplosioni di esuberanza e amarissime serenate come "A Change Is Gonna Come" (versione che vale quella di Cooke) o la traccia omonima, dedica a un uomo odiosamente prevaricatore facilmente identificabile in quel Ted White che – consorte e manager – a lungo la costrinse in una sorta di schiavitù.

Tutti i 33 giri Atlantic fino al 1972, ben undici, sono consigliabilissimi e più di tutti LADY SOUL e i live IN PARIS e AMAZING GRACE. L’antologia quadrupla QUEEN OF SOUL (Rhino, 1992), che ne offre una sintesi allineando oltre ottanta canzoni, è un bell’accontentarsi.

Il testo qui sopra riprodotto è tratto, per gentile concessione dell'editore e degli autori, dal volume "Rock: 1000 dischi fondamentali. Più 100 dischi di culto” , curato da Eddy Cilia e Federico Guglielmi (con Carlo Bordone e Giancarlo Turra) , edito da Giunti nel 2019.  Il libro è acquistabile qui.

(Articolo originale su Rockol.it)

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