An Evening Of New York Songs & Stories Recensione

Un paio di anni fa mi sono trovato, nel giro di due giorni, a vedere due concerti che tra di loro non potevano essere più diversi. Da una parte Roger Waters alle Mura di Lucca, dall'altro Suzanne Vega, da sola in un teatro milanese. Il mega-show, quello che cerca l'effetto "wow" ad ogni canzone, e il concerto più minimale possibile: una voce e una chitarra.
Ho amato entrambi i concerti, perché mi hanno mostrto in poche ore cosa può essere la musica: può diventare uno dei più grandi spettacoli del mondo, ma ti può emozionare con poco. Ma ho da sempre un debole per Suzanne Vega, e questo nuovo album live mi ha ricordato il perché.

Una carriera fulminante e discontinua
Me li ricordo bene, i suoi anni '80: quel gioiello di "Solitude standing" ('87), il successo mondialie del singolo "Luka", lei che veniva inserita in cima alla lista delle eredi di Joni Mitchell per un genere che, al tempo, arrivava in cima alle classifiche. Un caso che univa successo e qualità: voce dolce e potente, canzoni dalla scrittura pressoché perfetta. Un po' si perse negli anni '90, iniziati con un altro successo, il remix dance di "Tom's diner", e dischi anche sperimentali come "99,9f°". Quel genere è passato sempre più di moda, lei si è ritirata nella nicchia e la sua produzione si è fatta discontinua: tanti concerti ma solo 3 dischi negli ultimi 18 anni, più una serie ("Close-ups") di album di rielaborazioni acustiche del repertorio e un live tratto da uno spettacolo scritto con il collega Duncan Sheik ("Lover, Beloved: Songs from an Evening with Carson McCullers", 2016).

Le storie di New York
Anche questo disco è un live narrativo ("con storytelling", come si usa dire oggi), con un tema forte, New York: Vega è nata in California ma si è trasferita sulla costa est a due anni ed è cresciuta nell'Upper West Side. Alla fine i raccordi parlati sono pochi e brevi e fanno da filo conduttore, senza essere troppo invasivi. Quello che svetta è la musica: registrato al Cafè Carlyle a New York agli inizi del 2019, con una band (Gerry Leonard alla chitarra, Jeff Allen al basso e Jamie Edwards alle tastiere) ma sempre con un approccio minimale, che rende giustizia a classici come "Luka" o "Marlene on the wall".

Il rapporto con Lou Reed
Il centro del disco è il racconto del rapporto con il musicista più newyorchese che sia mai esistito: Lou Reed. "Mi ha insegnato cosa fosse il rock 'n' roll e mi ha aperto dei mondi su cosa fosse scrivere delle canzoni", racconta.

La canzone imperdibile 
Un repertorio gigantesco, ma la canzone imperdibile è la bella e minimale versione di "Walk on the Wild Side". Suzanne Vega la rispetta, ma la fa sua: il risultato è perfetto, culmine di un album davvero ben fatto, che ricorda perché è Suzan Vega una delle migliori cantautrici americane degli ultimi decenni. 

Un concerto in streaming
Una buona occasione per godersi questa musica sarà l'8 ottobre: Suzanne Vega suonerà dal Blue Note di New York le canzoni di quest'album, in diretta streaming alle 9 italiane. Il biglietto costa 20 dollari: informazioni sulla pagina FB della cantante. 

 

(Articolo originale su Rockol.it)

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