Buongiorno Recensione

Gigi D’Alessio non è affetto da un’incontrovertibile sindrome di Peter Pan. Vuole, con sincerità, contaminare la sua musica con nuove influenze, spazzando via la polvere. Per farlo non gioca a fare il giovane rapper, preferisce scendere in campo con artisti, in particolare della scena urban, che reputa capaci di donare freschezza ai suoi successi. Ma non si snatura, segue l’idea della condivisione e della collaborazione proprio come suggerisce la “foto di squadra” sulla cover del disco (Gigi è sul trono, tutti gli ospiti gli sono accanto). Questo processo di “rinnovamento” è partito collaborando con Emis Killa, Gué Pequeno e Luché, tutti presenti nello scorso progetto, “Noi due”, in cui Gigi arrivava perfino a flirtare, moderatamente, anche con l’auto-tune. In “Buongiorno”, l’artista napoletano prosegue su questa linea, ma con più consapevolezza e meno voglia di strafare: rimane se stesso, non ripudia il suo modo di cantare legato alla tradizione cantautorale napoletana e dialoga con lo stile dei tanti ospiti.

Quindici rivisitazioni e un inedito
Il progetto contiene 16 brani: l’inedito “Vint’anne fa” più quindici canzoni che nel tempo hanno portato al successo l’artista napoletano, tutte ripensate, riarrangiate e riscritte con la collaborazione di tanti e diversi ospiti. L’obiettivo, come ha ammesso lo stesso D’Alessio, era proprio quello di “svecchiarle”, di contaminarle con il rap, la trap, suoni latineggianti e nuove influenze. Una specie di “best of” pimpato e cromato. Insieme a Max D'Ambra e a diversi rappresentanti della nuova leva rap napoletana (Geolier, Enzo Dong, CoCo, Mv Killa, Samurai Jay, LDA), a nomi di artisti anagraficamente più grandi (Vale Lambo e Lele Blade) e a veterani (Clementino, Franco Ricciardi, Rocco Hunt) a cui si aggiungono Boomdabash e J-Ax e Shablo, ha scelto di rileggere brani che hanno segnato in modo forte la sua carriera.

Una lettera d’amore alla Napoli di ieri e di oggi
Tutto il disco ruota intorno al legame fra Gigi e Napoli, un amore affrontato con nuovi linguaggi e che lo accomuna a molti degli “invitati”. I temi? Sempre quelli, non aspettatevi certo droga, armi e sesso. I sentimenti sono al centro di tutti i brani. “È stata un’esperienza straordinaria lavorare con questi artisti, un viaggio meraviglioso che mi ha dato la possibilità di capire il loro grande talento” – ha raccontato D’Alessio - credo che sia la prima volta che si realizza un progetto come questo che vede riuniti tutti insieme gli esponenti del mondo urban di una città che sta mostrando un’enorme ricchezza e molteplicità espressiva”. L’anima originale delle canzoni non viene tradita e anche la lingua napoletana, esaltata dai pezzi, è rispettata. “Buongiorno”, il pezzo di apertura dell’album, pubblicato nella sua versione originale nel 1999, è il manifesto delle intenzioni di D’Alessio: nella canzone la sua voce e quella dei tanti ospiti creano un puzzle musicale.

La canzone da ascoltare: “Vint’anne fa”
Durante la lavorazione, un po’ per gioco, è nato anche l’inedito “Vint’anne fa” con Lele Blade, una struggente storia d’amore e gelosia che si è consumata nel tempo.

(Articolo originale su Rockol.it)

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