Tiromancino

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Dopo aver pubblicato l’album Fino a Qui, che raccoglie tutti i più grandi successi della band interpretati insieme a grandi nomi della musica italiana, e dopo una lunga assenza dal palcoscenico, i Tiromancino tornano dal vivo con uno spettacolo emozionante e imperdibile, insieme alla Ensemble Symphony Orchestra. Abbiamo intervistato Federico Zampaglione per scoprire qualcosa di più sull’album e sui prossimi concerti in programma. 

D: Nel nuovo album “Fino a qui” reinterpretate i vostri più grandi successi insieme a grandi nomi della musica italiana. Come è nata questa idea e come avete scelto le canzoni da far cantare ad ognuno?
R: L’idea è nata quasi per gioco. Cominciare a pensare a queste canzoni, che ormai ci accompagnavano da tanti anni, cantate insieme ad artisti che amavamo e in qualche modo vicini per amicizia o per contatti che c’erano stati, in cui ci eravamo scambiati reciproci apprezzamenti, è stato del tutto spontaneo. Direi che sono state le canzoni a scegliere gli artisti, ad indirizzarmi verso i vari nomi. Alcuni sapevo che amavano quelle canzoni e altri li immaginavo azzeccati per un determinato pezzo ma diciamo che fondamentalmente è stata la musica l’artefice di tutto.

 

D: Sempre in questo album c’è una partecipazione molto importante: quella di Linda Zampaglione, che introduce un brano scritto per lei. Come è nata questa collaborazione così speciale? Sarà special guest anche del tour?
R: Immagini che lasciano un segno è una canzone del 2014 che nasce per essere dedicata all’essere genitore, quell’esperienza di vita che ti cambia profondamente. Nel video ci sono anche immagini amatoriali di me e mia figlia, molto piccola, e ovviamente la canzone è dedicata a lei. È stato un po’ come un cerchio che si chiudeva e non avrei mai immaginato un ospite più adatto di lei per fare questa piccola introduzione appunto per cementare ancora di più il fatto che questa sia la nostra canzone e lo sarà per sempre. Chissà, un giorno quando la riascolterà da grande, l’effetto che le farà sentire quella vocina che entrava sulla canzone del papà. Verrà sicuramente a vedermi a Roma, poi se farà da special guest, lo capiremo. Magari, appunto, farà quell’intro.

 

D: “Fino a qui” il titolo del nuovo album, segna una sorta di bilancio della carriera dei Tiromancino. Vi aspettavate una storia musicale così lunga e importante? Ci sono delle scelte del passato che cambiereste? E cosa pensate possa riservarvi il futuro?
R: Fino a qui è stato un viaggio fatto sia come musicista insieme ad altri musicisti che anche come viaggio fatto dalle singole canzoni. Canzoni che sono partite ormai tanti anni fa e stanno continuando ad accompagnare ogni giorno della mia vita. Non passa un giorno che non le ascolti provenire da una radio, da un’autoradio, da qualche trasmissione televisiva in cui le cantano o le fanno ascoltare. È una cosa che è successa spessissimo quindi alla fine mi sono reso conto che valeva la pena dargli una veste odierna, giocarci un po’ sopra perché erano pezzi che mi hanno davvero accompagnato e che mi hanno cambiato la vita. Soprattutto non mi sarei immaginato che quelle canzoni sarebbero durate così tanto anche se la qualità ce l’abbiamo sempre messa. In fondo si sa che puntando a qualcosa di vero e alla qualità poi le canzoni rimangono nel tempo. Non abbiamo mai cercato di fare canzoni che si consumassero in un’estate e il percorso delle cose è sempre imprevedibile. Credo che la tanta serietà, la dedizione, il molto lavoro e anche il rispetto di una cifra stilistica, che non è mai stata cambiata per avere un successo commerciale più immediato, abbiano sempre pagato. Abbiamo sperimentato molto, sempre mantenendo un punto fermo: che le canzoni potessero avere un qualcosa da dire e non fossero puro intrattenimento. Mi ritengo fortunato per quello che è successo in questi anni soprattutto perché è un periodo in cui molto spesso le persone nel mondo della musica entrano ed escono con una velocità sorprendente.

 

D: Federico, oltre ad essere leader dei Tiromancino, sei anche regista, sceneggiatore e scrittore. Se dovessi scegliere tra la musica e tutte le tue altre passioni cosa finirebbe per vincere?
R: Sperimentare, cambiare e non fossilizzarmi su un’unica cosa ha sempre fatto parte della mia vita, anche perché, andando poi a curiosare da qualche parte, scopri anche delle cose nuove da portarti nella musica per cui, credo, che tutta questa mia passione per il cinema sia entrata totalmente, al di là dei videoclip, proprio nel suono dei Tiromancino. Molto spesso le nostre atmosfere, infatti, richiamano le colonne sonore da film e questo nasce appunto dall’unione di due passioni. Non riesco a vedere le cose troppo separate, per me il mezzo è soltanto un dettaglio: una chitarra o una macchina da presa o una tastiera di un computer per scrivere un soggetto o un libro, una sceneggiatura. Quello che mi sta veramente a cuore è cercare quello stimolo, quella voglia di comunicare quegli argomenti che ti fanno scattare una molla dentro. Le arti più riescono a comunicare tra loro, più quello che viene fuori è completo. Di certo la musica è un po’ casa mia, il mio primo amore quindi se mi dovessero, un giorno, costringere a fare una scelta così dura probabilmente sceglierei la musica.

 

D: I Tiromancino tornano in tour dopo una lunga assenza e lo fanno in grande stile. Oltre alla band sul palco dei principali teatri italiani ci sarà con voi anche la “Ensemble Symphony Orchestra”. Che tipo di spettacolo dobbiamo aspettarci? Potete svelarci qualche anticipazione?
R: Non vedo l’ora di tornare sul palco perché è veramente tanto tempo che siamo lontani, ormai più di un anno. Per me salire sul palco e suonare è un qualcosa di così spontaneo e naturale che non farlo da un anno mi sembra una vita. Stiamo preparando uno spettacolo speciale, uno spettacolo che fino ad adesso non abbiamo mai fatto, ovvero suonare con un’orchestra sinfonica, arricchire le canzoni con tutti questi strumenti meravigliosi, con arrangiamenti molto particolari. Sarà uno spettacolo unico che, anche per chi ci ha già visti dal vivo, sarà nuovo e le canzoni avranno davvero un impatto e una profondità unica. Consiglio a tutti quanti di venire. Stiamo lavorando con tanta passione a questo concerto. Non sarà un concerto cantautorale ma sarà un concerto anche di grande sperimentazione musicale, di commistione tra stili, generi, sonorità, un qualche cosa di veramente nuovo. Vi aspetto tutti e sarete contenti di quello che ascolterete e vedrete.

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